Auto a guida autonoma, tra sogno e paura: quali sono i rischi a cui andiamo incontro

Questi veicoli dovrebbero diminuire il numero di incidenti, ma non sembrano in grado di prevenire tutti i pericoli

Ormai da diverso tempo si sente parlare di auto a guida autonoma, un progetto che affascina molti di noi e che presto potrebbe trasformarsi in realtà. Questo genere di veicoli potrebbe rivelarsi utile anche per ridurre in maniera decisa il numero di incidenti che si verificano sulle nostre strade. Prima della loro diffusione sarà però necessario garantire a tutti il massimo livello di sicurezza. anche se non manca qualche intoppo legislativo.

Un cambiamento più vicino

I progressi in ambito tecnologico stanno coinvolgendo in modo sempre più forte molti settori e tra questi non poteva essere escluso quello automobilistico. Una delle novità più attese riguarda l’introduzione delle auto a guida autonoma, destinate a modificare radicalmente le nostre modalità di trasporto.

Non tutto avverrà in modo rapido. In una prima fase, che non si prevede di brevissima durata, potremo infatti vedere sulle strade automobili pilotate sia dall’intelligenza artificiale sia dalle persone normali.

I rischi, però, non dovrebbero mancare. Gli hacker potrebbero infatti riuscire a impossessarsi del sistema che governa questo genere di veicoli e spingerli ad esempio, a tutta velocità, contro i mezzi fermi al semaforo scatenando non poche conseguenze. Anche questo genere di innovazione non può preservarci però totalmente dai pericoli: resta difficile prevedere tempestivamente le situazioni negative a cui si può andare incontro.

In attesa di una legge specifica

In Italia al momento, come è intuibile, non è presente una norma specifica che regola la guida autonoma. Ovviamente se questo genere di mobilità dovesse diffondersi la situazione è destinata a cambiare. Il primo Paese a essersi mosso in questo ambito è la Germania, che a maggio ha approvato la prima legge europea che consente la sperimentazione sulle strade delle cittadine.

La misura è piuttosto rigida: il Parlamento ha infatti stabilito la necessità montare su ogni vettura una scatola nera, accessibile alle forze dell’ordine su richiesta, in grado di registrare ogni spostamento. Il guidatore dovrà inoltre essere pronto a mettersi al volante in caso di necessità: in caso di incidente la responsabilità ricadrà su di lui. In situazioni di maltempo sarà invece impossibile puntare su questo genere di mobilità.

In California, invece, il quadro sembra essere diverso. Da pochi mesi è stato approvato un provvedimento che riconosce la possibilità di fare circolare in strada le auto che riescono ad essere completamente autonome durante gli spostamenti. Anche qui il veicolo deve essere dotato di un data recorder. Attualmente è in corso una fase di sperimentazione in Nevada e in Florida, e, dalla scorsa primavera, a New York

Italiani affascinati dalla mobilità innovativa

L‘idea di vedere circolare veicoli che circolano autonomamente, senza la necessità di una persona al volante è certamente affascinante. Spesso si manifesta un timore quasi naturale per qualcosa che non conosciamo pienamente, ma in questo caso le sensazioni degli italiani sembrano essere diverse.

In base a quanto indicato nel rapporto annuale di Coop, infatti, il 49% degli italiani si è detto disposto a viaggiare su una vettura che va da sola. Un dato da non sottovalutare e nettamente più alto rispetto al 34% dei tedeschi e dei francesi, il 32% degli inglesi e il 28% degli spagnoli. Questo conferma la curiosità che il progresso tecnologico scatena in molti di noi, sensazione che deve essere però accompagnata dalla quasi totale certezza di poter andare verso un miglioramento tangibile rispetto alla situazione attuale.

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