Bambini in auto, le norme diventano più rigide: ecco cosa cambia

A partire dal 1° luglio sono state introdotte regole più severe nell'utilizzo dei seggiolini per garantire al massimo la sicurezza dei più piccoli

Quando ci si deve spostare in auto insieme a dei bambini è fondamentale assicurarsi che questi possano viaggiare in sicurezza per non correre rischi né subire sanzioni. Già a partire dal mese di gennaio erano state introdotte norme più severe relative all’omologazione dei seggiolini dove devono stare i più piccoli. Non è però finita qui. Con il primo di luglio i sistemi di ritenuta devono rispettare altre caratteristiche specifiche.

Bambini in auto: le norme in vigore da luglio

Il 2017 può essere certamente definito l’anno della maggiore attenzione alla sicurezza dei bambini in auto. È stato infatti deciso che i seggiolini omologati ECE-R-44/04 devono essere dotati di uno schienale fino a 125 centimetri di altezza.

Ora che siamo ufficialmente entrati nella seconda metà dell’anno i provvedimenti da rispettare diventano ancora più precisi. Chi ha bambini che superano i 100 centimetri di altezza (all’incirca dai quattro anni in su) deve verificare che il suo sistema di ritenuta sia dotato di schienale. Anche i commercianti sono inevitabilmente costretti ad adeguarsi: non potranno essere più venduti seggiolini senza schienale. Eliminato anche l’obbligo all’utilizzo del ‘sistema Isofix’ per i bambini da 1 metro a 1 metro e mezzo di altezza: in questo caso spetta quindi a ogni automobilista scegliere come preferisce viaggiare.

Non sono state invece introdotte modifiche particolari all’articolo 172 del Codice della Strada, che fa riferimento all'”Uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta per bambini” .

Le conseguenze per i trasgressori

L’introduzione del provvedimento inevitabilmente porterà a conseguenze rilevanti per gli automobilisti che non lo rispettano. Chi viene fermato dalle forze dell’ordine con sistemi di ritenuta non adeguati può andare incontro a una multa che va da 80 a 323 euro.

Gli effetti possono essere maggiori per chi si dimostra recidivo. Per chi dovesse ricevere due multe per la stessa infrazione nell’arco di due anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due anni.

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