BMW, stop ai motori esclusivamente termici entro il 2025

La "scossa" del cambiamento colpisce Monaco di Baviera. La BMW annuncia l'ibridazione di ogni modello della propria gamma entro 8 anni

Un’onda inarrestabile. Nulla sembra fermare il cammino verso l’alimentazione ibrida “pulita” nell’automobilismo, tanto che i tempi paiono maturi per una conversione completa della gamma automobilistica sul mercato. In poche parole i motori endotermici rappresentano definitivamente il passato e la loro uscita di scena pare davvero essere imminente, spinta anche dalle decisioni compiute dalle varie case costruttrici.

BMW, dritti verso l’ibrido

Così, l’onda elettrica si propaga e arriva fino a Monaco di Baviera, sede della BMW, 12esimo gruppo automobilistico al mondo. In una conferenza stampa il CEO del gruppo Harald Kruger ha annunciato la cessazione della produzione di motori esclusivamente termici entro il 2025. Un tempo largo indizio della natura graduale della transizione, che sottintende un “sì” ad un cambiamento guidato dal mercato. Il mix dei sistemi di propulsione sarà deciso sulla base di due tendenze – afferma Kruger – La forte crescita della domanda per la mobilità elettrica nel prossimo decennio e le norme sempre più severe in alcuni mercati”. L’ibridazione voluta dal gruppo bavarese si baserà sull’alimentazione elettrica e consiste nell’installazione di un sistema da 12 e 48 Volt per il recupero dell’energia.

Non solo elettrico

Oltre all’energia elettrica, in Baviera lo sguardo sarà rivolto anche alla soluzione ad idrogeno, combustibile oggetto di svariati studi a cavallo tra anni ’90 e 2000 e, al momento, applicato a pochi modelli di auto a causa degli elevati costi di produzione. A tal proposito, Kruger afferma che “BMW inizierà a costruire in piccola serie auto a celle di combustibile in piccola serie nel 2021, con l’obiettivo di avviare la produzione nel 2025”. Su questo tema BMW collabora da tempo con Toyota, che ha nella sua gamma una delle poche auto ibride “Fuel Cell”, ovvero la Mirai, commercializzata in Giappone, Stati Uniti ed in alcuni Stati europei.

Senza dubbio, la decisione della BMW non è sorprendente, ma indica un cambiamento graduale a cui ha aderito ogni casa produttrice nei prossimi anni, in nome di un trasporto sempre più efficiente e pulito.

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