Senza Playstation per punizione, scappa al volante di un Suv a 11 anni Chilometrando
21 Nov 2018 | Aggiornato alle 20:26

Senza Playstation per punizione, scappa al volante di un Suv a 11 anni

L'episodio è avvenuto a Cleveland, negli Stati Uniti: il ragazzino lo aveva già fatto qualche mese prima

8 novembre 2018 08/11/2018
playstation

È capitato un po’ a tutti da ragazzini di compiere qualche azione al di sopra delle righe che poi, inevitabilmente, ci ha provocato qualche sgridata. Il comportamento tenuto pochi giorni fa da un undicenne a Cleveland, negli Stati Uniti, è andato però al di là del consentito. Il bambino ha deciso infatti di “vendicarsi” della mamma che lo aveva messo in punizione impedendogli di utilizzare la playstation in un modo davvero inusuale: si è messo alla guida del Suv di casa e per fermarlo è stato necessario un vero e proprio inseguimento.

Un comportamento decisamente particolare

Ogni bambino o adolescente può finire per litigare frequentemente con i genitori o di subire una punizione per essersi comportato male. Un ragazzino statunitense di soli undici anni è però arrivato a fare qualcosa non solo di inusuale, ma che avrebbe potuto provocare conseguenze gravi. Non appena la mamma gli ha impedito di utilizzare la playstation, lui ha deciso di “vendicarsi” generando non poca preoccupazione.

Un tratto del percorso compiuto dal ragazzino (Foto: Cleveland.com)

Il piccolo si è infatti messo al volante del Dodge Durando di casa, un Suv decisamente potente e non facile da guidare anche per gli automobilisti più esperti. Lui però non ha avuto alcun timore ma, anzi, per riuscire a fermarlo è stato necessario un vero e proprio inseguimento. Il primo che ha fatto il possibile per fermarlo è stato il papà, ma è stato inevitabile costretto ad avvertire anche la polizia. Pur non avendo la patente, l’undicenne ha guidato per più di mezz’ora fino ad arrivare a scontrarsi contro il camion. Fortunatamente riportando solo ferite ed escoriazioni di lieve entità.

Una fuga ad alta velocità

L’episodio è avvenuto nella serata di domenica, ma ha un precedente. Il ragazzino si era infatti reso protagonista di un comportamento simile già nell’ottobre del 2017 poco prima di essere accompagnato a scuola dalla sorella. In quell’occasione si era rischiato che l’accaduto avesse anche ripercussioni sul piano legale, ma il giudice aveva deciso di non procedere vista la giovane età.

Altri due casi simili erano si erano verificati mesi prima. La giustificazione usata dal bambino era stata davvero particolare: si stava annoiando. In base a quanto riportato dalla testata locale cleveland.com, questi comportamenti avrebbero una ragione ben precisa: un deficit dell’attenzione e di iperattività, di disturbo bipolare e di disturbo oppositivo provocatorio.

Nonostante il buio della sera il bambino non ha avuto alcun timore (Foto: Cleveland.com)

Foto immagine in evidenza: Cleveland.com