Italia come Francia e Regno Unito: stop auto benzina e diesel nel 2040

La Commissione Ambiente e la Commissione Lavori Pubblici del Senato hanno approvato la misura all'unanimità

Ormai da qualche anno si sta registrando una tendenza sempre più diffusa da parte delle principali case automobilistiche a cercare di introdurre sul mercato veicoli con basse emissioni, in grado quindi di inquinare il meno possibile. La diffidenza verso nuove alimentazioni sta lentamente scomparendo, anche se ancora non per tutti. C’è chi ha quindi deciso di fare qualcosa in più: anche in Italia, come in Francia e in Regno Unito, si sta pensando di bloccare la vendita di auto a benzina e diesel entro il 2040.

Un cambiamento epocale per gli automobilisti

Sradicare un’abitudine che perdura ormai da diversi decenni rappresenta certamente un’impresa non da poco, ma restare al passo con i tempi è fondamentale. Questo sembra essere il pensiero anche della Commissione Ambiente e della Commissione Lavori Pubblici del Senato, che ha approvato, senza alcun voto contrario, una risoluzione che impegna il governo a valutare il divieto alla vendita di moto e auto a combustione fossile entro il 2040. L’idea è già stata accolta con favore anche da Francia e Regno Unito.

Non si tratterebbe comunque di una misura a se stante. Il governo dovrebbe infatti impegnarsi a introdurre una serie di misure volte a favorire la mobilità sostenibile. Alcune delle iniziative allo studio prevedono l’introduzione del bollo progressivo per i veicoli più inquinanti, tariffe di parcheggio differenziate e una spinta massiccia ai mezzi elettrici, al trasporto pubblico locale e alla costruzione di piste ciclabili.

Vantaggi e svantaggi da prendere in considerazione

Eliminare in maniera definitiva dalle strade le auto a benzina e diesel ha certamente diversi aspetti positivi, ma non devono essere scartati quelli negativi. Innanzitutto, il primo a trarne beneficio sarebbe l’ambiente: le vetture senza motore termico (elettriche o idrogeno) eliminano le emissioni locali, inquinanti (CO, NOX, particolato e idrocarburi incombusti) e non (anidride carbonica). Importanti miglioramenti alla qualità dell’aria si avrebbero soprattutto nelle grandi città dove il traffico è spesso congestionato.

I costi di cui dovrebbe sobbarcarsi ogni automobilista sarebbero minori, a vantaggio di aspetti importanti quali efficienza e sicurezza. Anche la manutenzione dovrebbe essere effettuata meno frequentemente, diminuendo quindi le possibilità di andare incontro a guasti e a soste impreviste.

Potrebbe però non essere tutto oro quello che luccica. Una vettura di questo tipo sarebbe indicata soprattutto per chi deve effettuare viaggi brevi nelle grandi città, mentre nelle località più piccole, dove spesso si ha la possibilità di contare su box e parcheggi privati (aspetto di per sé disincentivante a liberarsi di un mezzo di proprietà) abbandonare le vecchie abitudini sarebbe più difficile. Per facilitare il cambiamento sarebbe comunque l’ideale poter contare sugli incentivi statali, che potrebbero spingere gli italiani a sostituire il proprio mezzo.

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