24 Apr 2019 | Aggiornato alle 10:20

Concessionaria invia lettera di richiamo per le auto: era solo marketing

L'operazione, avvenuta negli Stati Uniti, è stata attuata per attirare nuovi clienti

26 ottobre 2018 26/10/2018
richiamo

È capitato certamente a molte persone, e magari più di una volta, di ricevere una lettera della propria casa automobilistica in cui si viene invitati a presentarsi nella concessionaria più vicina per effettuare un controllo. Il richiamo, che spesso viene organizzato su larga scala, viene solitamente organizzato quando si nota un’anomalia nella vettura che può rendere più difficoltoso il livello di sicurezza di chi sale a bordo. In America una concessionaria è arrivata a inviare comunicazioni non veritiere nella speranza di attirare nuovi clienti.

Una particolare trovata di marketing

Marketing e pubblicità sono spesso considerati l’anima del commercio ed è per questo che si finisce spesso per architettare varie trovate pur di aumentare le vendite. Questa deve essere l’idea che ha spinto “Passport” , una concessionaria situata a Camp Springs, nel Maryland (Stati Uniti) a mettere in atto un’iniziativa davvero particolare, ma destinata inevitabilmente a fare discutere.

La società è infatti arrivata a inviare numerose lettere a una serie di clienti con un messaggio che farebbe allarmare chiunque. Sulla missiva era infatti scritto: “URGENTE NOTIZIA DI RICHIAMO“. Il tutto caratterizzato da uno sfondo di colore rosso, che non faceva altro che rendere ancora più evidente il messaggio, accompagnato dall’indicazione di problemi non da poco da risolvere alla vettura in oggetto. E non si è trattato di un’operazione limitata: a essere coinvolti sono stati infatti ben 21 mila persone.

La lettera di richiamo inviata agli automobilisti (Foto: Repubblica.it)

L’azienda ha deciso di concentrarsi su vetture Toyota e Nissan (che non erano però state informate dell’accaduto) prodotte tra il 2015 e il 2017. Gli automobilisti, una volta giunti in concessionaria si sono però resi conto che in realtà la loro auto non aveva alcun problema. L’intento era in realtà solo quello di provare ad attirare nuovi clienti.

Avviata un’inchiesta

Diversi clienti poco prima di recarsi in concessionaria hanno deciso però di verificare in prima persona la situazione. Come? Inserendo il numero di telaio della propria vettura sul sito dell’NHTSA (l’ente federale per la sicurezza americano) dove si sono resi conto che il richiamo in realtà era inesistente. Inevitabilmente sono così partite le prime denunce nei confronti della Passport. L’azienda ha comunque provato a difendere la propria posizione sottolineando che alcune vetture necessitavano realmente di una verifica.

Le associazioni che tutelano i consumatori non vogliono però fermarsi qui. Non viene tollerato infatti il tentativo di truffa nei confronti dei clienti. Ma soprattutto, si teme, che possano essere ignorate in futuro eventuali comunicazioni relative a un effettivo controllo da realizzare.

Un meccanico alle prese con la riparazione di un’auto )Foto: Messaggero – Motori)