23 Apr 2019 | Aggiornato alle 17:27

Multe per chi viaggia con targa estera, ma la norma non è chiara

Le prime sanzioni sono già arrivate, ma si rischia che possano essere annullate: manca una circolare dal Ministero

13 dicembre 2018 13/12/2018
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È sempre più confusionaria la situazione per chi si trova in possesso di un’auto con targa straniera. All’interno del Decreto Sicurezza recentemente approvato dal governo è stata introdotta una norma ad hoc che punta a colpire i “furbetti“, ovvero chi circola con questi mezzi per evitare di pagare multe, Rc auto italiana, furto e incendio italiana, e in generale di sfuggire al redditometro. Le prime multe per gli irregolari sono già arrivate, ma non sembra ancora chiaro da quando debba essere considerata l’entrata in vigore vera e propria del provvedimento.

Targa estera: multe in arrivo

Il fenomeno dei veicoli con targa estera in Italia è quanto mai diffuso, anche se in molti casi non si tratta di comportamenti del tutto regolari. Spesso, infatti, si decide di utilizzare questo stratagemma per sfuggire dal pagamento di bollo e assicurazione. Da qui nasce così il nuovo provvedimento inserito nel Decreto Sicurezza che punta a colpire chi agisce in questo modo.

La norma sostiene che un’auto guidata da una persona non residente in Italia o residente nel nostro Paese da meno di 60 giorni ha la possibilità di circolare senza particolari limitazioni per un periodo che non può andare oltre i dodici mesi. Se a mettersi al volante è invece una persona residente in Italia da più di 60 giorni la circolazione non solo è vietata, ma è necessario anche procedere alla re-immatricolazione del mezzo. Chi non si mette in regola nelle tempistiche stabilite va quindi incontro a sanzioni ben precise come accaduto recentemente ai primi due multati fermati in Veneto. La sanzione inflitta loro è stata decisamente pesante: 712 euro, oltre al fermo amministrativo del veicolo.

Una volta trascorsi 180 giorni, non si potrà più sbagliare: diventa infatti obbligatorio procedere con l’immatricolazione secondo le regole attive nel nostro territorio o spostare il mezzo al di fuori dei nostri confini. In caso contrario, è previsto la confisca.

Una multa inflitta a un’automobilista (Foto: Shutterstock)

Ancora tanti dubbi

La situazione, nonostante l’approvazione del decreto, appare però ancora piuttosto nebulosa. Non sono infatti ancora arrivate le circolari sul tema da parte del Ministero dei Trasporti e dell’Interno che potrebbero chiarire ogni perplessità. Resta infatti da capire da quando debbano essere considerati i 60 giorni entro cui sostituire la targa straniera se residente in Italia. La norma risale allo scorso 4 dicembre, quindi in linea teorica si dovrebbe prendere in considerazione il 4 febbraio come data limite.

C’è chi però sembra avere già trovato un “trucchetto” per aggirare il problema. Come segnalato dal Sole 24 Ore, il veicolo in questione verrebbe inizialmente intestato a una società, che dichiarerebbe poi di averlo ceduto in comodato all’utilizzatore effettivo. È bene però anche in questo caso ricordare un dettaglio importante per non andare incontro a brutte sorprese. Le situazioni di comodato non prevedono sanzioni se l’utilizzatore è un dipendente o un collaboratore dell’impresa estera che gli concede il mezzo in uso. A questo punto verrebbe quindi rilasciata una dichiarazione falsa per testimoniare un rapporto di lavoro in essere tra chi guida la vettura e l’azienda concedente.

Multe pesanti per i “furbetti” che viaggiano con targa straniera (Foto: Flickr)

Foto immagine in evidenza: La Nuova Venezia