Rom proprietario di 100 auto utilizzate per rapine: indagato Chilometrando
11 Dec 2018 | Aggiornato alle 13:00

Rom proprietario di 100 auto utilizzate per rapine: indagato

All'uomo vengono contestati i reati di falso e favoreggiamento: tutte le vetture non presentano bollo e assicurazione

20 novembre 2018 20/11/2018
Rom proprietario di 100 auto utilizzate per rapine: indagato

Un uomo di origine rom residente in un campo nomadi situato lungo la Pontina, a Roma, è finito nel registro degli indagati. L’accusa mossa nei suoi confronti è quella di falso e favoreggiamento. In base a quanto ricostruito dal pm Carlo Villani che si sta occupando di far luce sulla sua vicenda, si tratterebbe di un prestanome che si sarebbe fatto intestare a suo nome dai reali proprietari ben 100 auto, tutte sprovviste di regolari bollo e assicurazione.

Una vera attività illecita

Un uomo, residente lungo la Pontina (Roma) in un campo nomadi e di etnia rom è finito sotto inchiesta da parte della Procura per essere riuscito a gestire una serie di traffici illegali. A lui risultano intestate addirittura 100 vetture, tutte senza bollo e assicurazione, molte delle quali sarebbero state utilizzate (alcune forse anche in fase attuali) per compiere dei crimini nelle vicinanze.

La sua abilità nel compiere attività non regolare sarebbe ormai acclarata: a lui si rivolgevano infatti molte persone alla ricerca di un mezzo da utilizzare per compiere furti o rapine. Tutte le vetture erano irrintracciabili e questo permetteva di farla franca in modo ancora più semplice. A cercare di far luce ulteriormente sulla vicenda è il pm Carlo Villani, che contesta al nomade le accuse di falso e favoreggiamento. I primi dettagli dell’inchiesta fanno pensare a lui come a un possibile prestanome per malviventi e malavitosi.

Vista dall’alto del campo rom sulla Pontina (Credits Il Caffè)

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La polizia lo seguiva da tempo

Ormai da tempo il comportamento del rom era tenuto sotto la lente di ingrandimento delle forze dell’ordine. Le prime anomalie sono state infatti notate nel 2015 in modo del tutto casuale. La polizia era impegnata con un’indagine relativa a un furto in cui era stata utilizzata una vettura intestata proprio al nomade. La persona che era stata coinvolta nel crimine aveva negato ogni suo possibile coinvolgimento con una motivazione che era sembrata plausibile: la vendita del mezzo era avvenuta già da tempo. Impossibile però evitare un’incriminazione per favoreggiamento.

Quella particolare “concessionaria di auto”, la cui sede era stata collocata proprio nel campo in cui alloggiavano i nomadi, era emersa proprio in quell’occasione. Alcuni accertamenti erano stati eseguiti, ma in quel momento non era risultata alcuna attività in corso.

Un sopralluogo della polizia al Campo Nomadi di Castel Romano (Foto: IlCorrieredellaCitta.com)