A 91 anni, ecco la donna che ha sfiorato il brivido della pista

Rochelle Simms, 91 anni e non sentirli. Ha inforcato una Suzuki e si è gettata in pista per un'esperienza unica.

Una donna in moto non è comune. Ma quanto a rarità l’evento che stiamo per descrivere è abbastanza singolare: perché sì, una donna di 91 anni – una vera e propria nonnina – si è cimentata nell’esperienza della pista. È il caso, più unico che raro a dire il vero, della signora Rochelle Simms, la quale ha potuto provare il brivido della pista in sella ad un bolide da competizione condotto dall’ex pilota AMA Superbike Chris Ulrich. Per la precisione la moto era una Suzuki GSX-R1000 a due posti.

Chi è Rochelle Simms

 

L’anziana è un membro del consiglio di amministrazione di The Broaster Company, una società americana attiva nel campo alimentare nonché uno dei principali sponsor del team M4. La donna ha mostrato l’intenzione di vivere un’esperienza unica, indimenticabile ed adrenalinica: faceva al caso suo la Dunlop M4 Suzuki two-seat Superbike, il programma itinerante che consente di provare sulla propria pelle il brivido della velocità, mettendosi sulle spalle di una stella del motorsport come Ulrich. “Sono Rochelle Simms, conosciuta anche come Joey” s’introduce baldanzosa ai microfoni ufficiali della manifestazione, “vengo dalle parti di Chicago e ho 91 anni. Ho avuto l’opportunità di fare un’esperienza mai fatta prima, quindi ho colto al volo l’occasione“.

I due giri di pista

È su youtube il video che testimonia l’evento, dove si può ben vedere con quale e quanta sicurezza Rochelle si è infilata il casco ed ha tranquillamente inforcato la sella della Suzuki. Per ben due giri Ulrich ha condotto la sua Suzuki lungo il tracciato di Road America, a Elkhart Lake, nel cuore del Wisconsin, percorrendo le stesse strade sulla quale sfrecciano i piloti di Superbike americana. La velocità di punta toccata dai due è stata di 180 km/h, come s’intravede dal cruscotto. Non male per un’ultra novantenne, i cui commenti al termine della sessione sono stati quanto mai lapidari: “Senza parole: un’esperienza selvaggia di cui non mi pento affatto“.

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