MV Agusta F4Z: la Zagato su due ruote

Quando due storiche autorità dell'automotive s'incontrano quello che ne risulta non può non essere eclatante. Questo caso non fa eccezione. MV Agusta, la casa motociclistica più vincente in Europa nelle…

Quando due storiche autorità dell’automotive s’incontrano quello che ne risulta non può non essere eclatante. Questo caso non fa eccezione. MV Agusta, la casa motociclistica più vincente in Europa nelle competizioni ed imbattuta nella classe 500 della massima serie nonostante l’attività pluridecennale dei colossi giapponesi; Zagato, storico e glorioso atelier milanese. Assieme hanno dato vita alla F4Z, un veicolo one-off realizzato sulla base della MV Agusta F4 per conto di un collezionista giapponese. L’esemplare, unico, annunciato lo scorso settembre al Concorso Internazionale Chantilly Arts & Elegance, è stato presentato il 13 ottobre scorso a Milano.

La prima volta

Nella sua lunga vita è la prima volta che i progettisti di Zagato mettono le mani su una due ruote. Meccanicamente la moto è identica alla F4: motore quadriclindrico “Corsa Corta” di 998 cc per 195 CV di potenza; alcune parti sono state appositamente modificate. I tecnici hanno sostituito i condotti di aspirazione, il serbatoio ed il sistema di scarico per ricrearne una nuova forma, ben badando ad utilizzare poche parti di grandi dimensioni, a dispetto di quel che accade per la produzione seriale. Alcune parti sono state forgiate e costruite a mano, come la sezione inferiore della livrea: alluminio battuto dagli artigiani della Zagato e poi integrato con la parte superiore, in carbonio, stampata in 3D. Insomma, tradizione e tecnologia che si incastrano alla perfezione.


All’impatto

Quel che ne risulta è una due ruote dalle superfici solide, un “monolite” dal sapore retrò ma dal rombo cattivo, attraversato da linee essenziali ed armoniosamente sagomata. Una su tutti il cupolino minimal: “indispensabile per rendere leggibile la strumentazione, altrimenti non lo avremmo messo“, dice Nori Harada, chief designer di Zagato. L’anteriore si prolunga in un posteriore molto leggero, dalla sella sospesa e decisamente ribassata rispetto la geometria originale secondo delle proporzioni inedite. “Quando il committente ci ha chiesto di realizzare una moto partendo dalla MV Agusta, da appassioanto, sono stato felice“, rivela Andrea ZagatoQuattroruote. Nel rivolgerci a MV, però, avevamo un po’ di timore: il settore delle due ruote è molto diverso dal nostro. Ma abbiamo trovato una collaborazione splendida. È stato il primo esperimento, ma l’entusiasmo con cui è stato accolto ci fa pensare che possa dar vita anche una piccola serie“.

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