23 Apr 2019 | Aggiornato alle 22:05

F1, Gran Premio d’Italia: Hamilton beffa le Ferrari, Kimi secondo, Vettel quarto in rimonta

Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel: sono loro i beniamini di casa per l'appuntamento del GP d'Italia, in scena, come tradizione, a Monza, lo "stadio Ferrari".

2 settembre 2018 02/09/2018

Dopo un sabato nel segno del rosso, Lewis Hamilton si fa beffa delle Ferrari nel tempio di Monza: è la vittoria numero 68 per l’inglese campione del mondo in carica, la sesta in questa stagione 2018. Scattato dalla terza casella, Hamilton ha attaccato Vettel in seconda variante, che per difendersi è finito in testacoda. Graziato dalla Safety Car, Seb ha potuto riprendere la corsa e rimontare il plotone fino alla quarta posizione. Davanti, invece, è stato perfetto il gioco di squadra Mercedes, con Bottas usato esplicitamente per frenare e rallentare Raikkonen. A tre giri dal termine Hamilton poteva contare su gomme molto più fresche di Kimi, che ha superato agilmente per tagliare in prima posizione il traguardo del Gran Premio d’Italia.

Doccia fredda per i ferraristi

Allo start è ottimo lo spunto delle due Ferrari, con Vettel che tenta già il sorpasso ai danni del compagno di squadra in curva uno, dovendo poi difendersi dall’assalto di Hamilton alla variante della Roggia. Seb non ha alzato il piede, Lewis è entrato e la SF71H numero 5 ha urtato la pancia della Mercedes, finendo in testacoda sull’erba: il pilota di punta della Ferrari ha dovuto riaccodarsi al serpentone di monoposto, rientrando subito ai box per riparare i danni e sfruttare l’immediato regime di Safety Car. Alla ripartenza Hamilton si mette subito davanti Raikkonen, bravo però a replicare immediatamente e riprendersi la leadership.

Anomalia gomme

Mentre Vettel deve risalire la china in un tracciato che di fatto facilita il sorpasso, il primo a fermarsi in testa è Raikkonen. Il suo pit-stop risulterà fatidicamente troppo anticipato, alla luce di un comportamento anomalo degli pneumatici, tendenti all’usura molto più di quanto pronosticato. Hamilton si ferma tre giri dopo, con Valtteri Bottas che si ritrova al comando temporaneo del GP. È forse questo il punto di svolta della corsa: dal muretto Mercedes arriva plateale l’ordine al finlandese: “Tieni Kimi dietro“. Bottas rimane davanti di una manciata di decimi, quanto basta per narcotizzare da un lato l’ottimo ritmo di Kimi, dall’altro per distrurbare il flusso aerodinamico del diretto inseguitore, incrementando ancor di più la velocità di consumo degli pneumatici.

Verstappen ancora nel ciclone

Nel secondo stint Raikkonen poteva contare su un gap iniziale da Hamilton di oltre 5″. L’effetto Bottas ha praticamente neutralizzato questo vantaggio, agevolando il ritorno di Hamilton sul ferrarista. Quando Bottas è rientrato ai box, Kimi ha dato tutto sé stesso per tenere dietro Hamilton, bravissimo a mettergli pressione con un ritmo semplicemente indiavolato. La gara del finlandese era però già compromessa e la sua abilità ha soltanto prolungato un calvario fino ai -8, quando Lewis lo ha sverniciato alla prima staccata con un sorpasso che non ammette repliche. Le gomme di Raikkonen erano praticamente terminate, portare a termine il GP in quelle condizioni è stata una prova di talento. Spalla a spalla nelle posizioni di rincalzo tra Verstappen e Bottas, in lotta per il podio. L’olandese della Red Bull spinge fuori il rivale e viene sanzionato di 5″ dai commissari di gara: una sanzione che regala al pilota Mercedes il terzo posto e a Vettel, che nel frattempo ha recuperato alla grande.

Un mondiale sulla strada Mercedes?

A 7 gare dal termine, Hamilton ha 30 punti di vantaggio su Vettel. Non è di certo una ipoteca, ma si può certamente dire che a Stoccarda oggi hanno costruito la teca del quinto mondiale di Lewis. Ordine di arrivo: Hamilton, Raikkonen, Bottas, Vettel, Verstappen, Grosejean, Ocon, Perez, Sainz, Stroll, Sirotkin, Leclerc, Vandoorne, Hulkenberg, Gasly, Ericcson, Magnussen. Ritirati: Ricciardo, Alonso, Hartley.