Lauda, la verità dei medici: senza trapianto sarebbe morto Chilometrando
15 Aug 2018 | Aggiornato alle 18:54

Lauda, la verità dei medici: senza trapianto sarebbe morto

Gli specialisti dell'ospedale di Vienna che si stanno prendendo cura di Niki Lauda hanno rivelato che, prima del trapianto, sarebbe morto in pochi giorni

9 agosto 2018 09/08/2018

È una doccia gelata quella proveniente dall’ospedale di Vienna dove è ricoverato Niki Lauda. Solo oggi, a una settimana dalla notizia delle critiche condizioni di salute del tre volte campione del mondo di Formula Uno, vengono rivelati nuovi fondamentali dettagli che prima erano stati tenuti sotto riserbo. Secondo quanto dichiarato dagli specialisti dell’Akh, senza l’immediato e provvidenziale trapianto di polmone Niki Lauda aveva delle aspettative di vita di pochi giorni, al massimo poche settimane.

I medici: “Senza il trapianto sarebbe morto”

Non ci girano tanto intorno i medici dell’ospedale austriaco in cui è stato operato Niki Lauda, intervistati da Autosport. L’ex pilota ha realmente rischiato di morire. “Il signor Lauda soffriva di una cosiddetta alveolite emorragica. Questa è un’infiammazione degli alveoli (le sacche d’aria all’interno dei polmoni), che è stata accompagnata da un’emorragia nel tessuto polmonare e nel tratto respiratorio – ha riportato Marco Idzko, capo della divisione di pneumologia dell’ospedale – Questo alla fine porta alla distruzione ed alla perdita del tessuto polmonare funzionale e il paziente non è più in grado di assorbire abbastanza ossigeno attraverso i suoi polmoni“.

Lauda viene poi sottoposto a una terapia immunodepressiva che, da una parte, migliorano le condizioni respiratorie del 69enne ma dall’altra causano l’aggravarsi della sua salute. “Sfortunatamente, dopo 10 giorni di terapia intensiva, a causa di un rapporto di ossigenazione critico, la terapia è aumentata – ha raccontato il cardiologo Gottfried Heinz – Abbiamo dovuto eseguire una sostituzione meccanica del polmone, un ECMO, ovvero un’ossigenazione della membrana extracorporea“.

Ospedale Akh di Vienna

Un miracoloso polmone disponibile

La situazione è gravissima, il nuovo polmone serve subito. “Potevamo presumere che gli sarebbe stato assegnato un organo adatto nello spazio di pochi giorni. Il tempo medio d’attesa in questi casi è di cinque giorni” ha rivelato il chirurgo toracico Konrad Hotzenecker. Invece l’organo richiesto arriva in tempi brevissimi e salva la situazione. Alcuni giorni fa, Lauda è stato risvegliato dal coma farmacologico e da alcuni giorni i medici sono ottimisti riguardo al suo notevole miglioramento. “Il polmone ha ripreso bene la sua funzione. Il paziente è sopravvissuto in maniera eccellente e poteva essere estubato dopo appena 24 ore. Questo è estremamente importante per noi e per l’intero processo di guarigione. Possiamo vedere che è completamente cosciente e che tutto sta funzionando correttamente. Lo sviluppo è molto gratificante” ha dichiarato il direttore del reparto di chirurgia Christian Hengstenberg.

Credits Autosport

I medici addirittura non escludono che potrebbe in futuro tornare nei box. “Le attività future non dovrebbero differire in modo significativo rispetto a quelle precedenti se tutti andrà per il meglio – ha detto Klepetko – La situazione è tale che ci aspettiamo davvero che possa tornare ad una vita normale. Solo il tempo però ci dirà se raggiungeremo il nostro obiettivo“.