MotoGp, Ezpeleta incorona Rossi: "Marquez e Lorenzo non sono carismatici come lui"

Il CEO della Dorna non ha mai nascosto la sua ammirazione per il pesarese, ma si sente tranquillo sul momento in cui lui deciderà di dare l'addio alle corse

La stagione di MotoGp è entrata nella sua fase cruciale in cui si stanno definendo in modo più preciso i valori. Nelle ultime gare Marc Marquez ha consolidato il suo primato in classifica e non ha certamente intenzione di mollare ora, anche se il distacco che lo separa da Andrea Dovizioso non lo può lasciare del tutto al sicuro. Il Ceo della Dorna, Carmelo Ezpeleta, apprezza lo spagnolo e il connazionale Lorenzo, ma è convinto che nessuno di loro sia in grado di eguagliare Valentino Rossi.

La MotoGp parla spagnolo

Marc Marquez sembra essere sempre più vicino alla conquista del titolo mondiale in MotoGp, anche se i giochi, almeno a livello matematico, sono ancora aperti. La grinta e la spregiudicatezza, caratteristiche tipiche dello spagnolo, piacciono anche a Carmelo Ezpeleta, il Ceo della Dorna, la società che gestisce il Motomondiale: “Lui è un mostro, uno che ha rivoluzionato il modo di andare in moto e che ha una fiducia illimitata nelle sue capacità di pilotare una moto da corsa, e che si diverte a fare quello che fa”.


Il dirigente spagnolo ha però voluto sottolineare anche il talento di un altro suo connazionale, Jorge Lorenzo, protagonista però di una stagione non del tutto positiva con la Ducati: Jorge è un pilota straordinario, con una capacità eccezionale di portare la moto al limite. Ha passato situazioni molto difficili durante la sua carriera, anche dal punto di vista personale, ma ne è uscito sempre a testa alta. Per lui ho un affetto speciale! È un ragazzo educatissimo, rispettoso… gli voglio bene. A volte però si fa influenzare troppo da cose esterne”.

Un primato difficile da eguagliare

In più occasioni Ezpeleta ha più volte ribadito la sua grande ammirazione per Valentino Rossi, protagonista di una carriera straordinaria pur non essendo ancora riuscito a tagliare il tanto ambito traguardo del decimo titolo. La passione che lega il “Dottore” alle moto è però davvero fortissima ed è stata certamente questa la molla che lo ha spinto a fare il possibile per non mancare ad Aragon: “Naturalmente, è stata una sorpresa vedere Valentino ad Aragon. Quando gli ho fatto visita a Tavullia, mi aveva detto che ci saremmo visti lì, ma non sapevo se sarebbe venuto solo per vedere la gara. Il suo ritorno ad Aragon dimostra che ha ancora tanta voglia di correre” – ha detto a Motorsport.com.

Il momento in cui il numero 46 deciderà di ritirarsi potrebbe essere non così lontano, ma il dirigente è convinto che quanto fatto in questi anni sia destinato a restare nel tempo: “Con Marquez e Lorenzo, che non sono carismatici come Valentino, la MotoGP ha continuato a crescere. Nella storia abbiamo già vissuto momenti simili, quando si ritirò Mick Doohan la domanda era la stessa, e lui non era certo simpatico, questo è sicuro. Poi è arrivato Valentino” ha concluso.

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