MotoGP, San Marino: sotto la pioggia un piccolo grande capolavoro di Marquez

Nel GP di casa, Dovizioso non riesce a far meglio del terzo posto: i riflettori sono per Marquez che vince sotto la pioggia con una gara perfetta.

Era il favorito e ha rispettato i pronostici della vigilia: Marc Marquez ha vinto il suo quarto GP stagionale e il 59esimo in carriera trionfando sul Misano World Circuit Marco Simoncelli e facendo suo il Gran Premio di San Marino e della Riviera Riminese. Il Cabronçito ha regolato di misura, ma con esperienza, il solito Danilo Petrucci su Ducati Pramac in grado di esprimersi ai massimi livelli quando la pista è bagnata. Petrucci ha condotto in testa tre quarti di gara, prima di arrendersi all’ultimo giro alla guida aggressiva dello spagnolo. Chiude il podio il beniamino di casa Andrea Dovizioso, a ridosso dei primi fino a cinque giri dal termine.

Una partenza caotica

Alla partenza grande scatto di Marquez, in testa al gruppo in ingresso di curva uno. Dopo un settore, però, a fare da battistrada era la Ducati di Jorge Lorenzo, sempre grandioso quando c’è da scattare dai blocchi. Lorenzo, Marquez, Dovizioso nell’arco di due giri fanno il vuoto, con il maiorchino a girare su tempi impossibili per gli altri. E impossibili anche per lui: l’asfalto è molto bagnato, il Porfuera rischia e guadagna ben tre secondi nei confronti dei diretti inseguitori. Da dietro rinviene fortissimo Petrucci, che oggi consacra la sua caratteristica di mago della pioggia. L’italiano su Ducati privata sorpassa in uno-due sia Dovi che Marquez e si mette all’inseguimento di Lorenzo, che però al giro 6 perde l’anteriore e cade.

L’epilogo

Di qui in poi la gara è divenuta una corsa di tempi e regolarità, di passione e di sofferenza, di abilità sul bagnato e di nervi saldi. Petrucci davanti a correre con il suo ritmo, dietro Marquez e Dovizioso a fare i conti con sé stessi e i loro mezzi. Lo spagnolo è quello che ha rischiato di più, sbandando in più occasioni e facendo la spola tra l’anteriore di Dovi e il posteriore di Danilo. Ad un tratto si è perfino profilata l’ipotesi del cambio moto, considerando le condizioni dell’asfalto che andavano via via migliorando. Ma la pista è rimasta bagnata e l’epilogo è arrivato in un battibaleno: ai -5 Dovizioso ha mollato, preferendo salvaguardare il suo podio e punti d’oro in classifica, considerando soprattutto un opaco Vinales incapace di far meglio del quarto posto nonostante la pole. Marquez si è buttato all’assalto di Petrux, scavalcandolo nell’ultima staccata del penultimo giro e proteggendosi con solidità fino alla fine.

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Cosa cambia nel mondiale

L’ordine di arrivo incorona il pilota più forte e temerario, capace di esser più veloce della pioggia e dei problemi ai freni accusati nei primi giri – e che potevano compromettergli GP e mondiale: vince Marquez, seguito da Petrucci, Dovizioso, Vinales, Pirro (in wild card), Miller, Redding, Rins, Folger, Smith, Pol Espargaro, Bautista, Crutchlow, Pedrosa, Zarco (che ha tagliato il traguardo con la moto spenta). Nella classifica iridata adesso Marquez e Dovizioso sono appaiati a 199 punti a cinque gare dal termine. Sarà un finale di stagione mozzafiato.

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