Jorge Lorenzo analizza il suo rimpianto: "Lasciare la Ducati è una sconfitta" Chilometrando
21 Nov 2018 | Aggiornato alle 20:04

Jorge Lorenzo analizza il suo rimpianto: “Lasciare la Ducati è una sconfitta”

A pochi giorni dal rientro in pista a Misano Adriatico, Jorge Lorenzo si concede in un'intervista a Motogp.com, in cui non nasconde il rammarico per l'imminente addio alla moto di Borgo Panigale.

5 settembre 2018 05/09/2018

L’avventura di Jorge Lorenzo in Ducati si concluderà con la gara di fine stagione a Valencia, il bilancio di questo biennio in rosso non può essere che insufficiente visti i risultati ottenuti, al di sotto delle iniziali aspettative. Tuttavia, il feeling trovato dalla gara del Mugello in poi aumenta i rimpianti dell’addio. Lorenzo-Ducati, un’accoppiata tecnica lontanissima per caratteristiche di guida per tutta la stagione 2017 e inizio della stagione corrente, che poi però si è tramutata in un clamoroso binomio capace di vincere in tutti i modi: lottando, frenando meglio di chiunque altro e ponendosi come primi e più efficaci rivali di Marc Marquez.

Credits: GPone

Prima le difficoltà, poi il filotto di vittorie

Dalla gara del Mugello in poi, Jorge Lorenzo è stato il pilota che ha collezionato più punti di tutti, tanto da poter apporre, ormai, lo status di “miglior moto della MotoGP”, alla casa di Borgo Panigale, in questo momento, forse la moto più completa. In un’intervista rilasciata a MotoGP.com, Jorge Lorenzo esprime tutto il suo rammarico nel dover lasciare la Ducati a fine stagione, alla luce dell’amore con la Desmosedici, esploso forse un po’ troppo tardi, ma incredibilmente passionale: “Ducati e io abbiamo sottostimato il fatto che è veramente difficile venire da una moto completamente differente come la Yamaha. Molte persone anche nel mio team, dicevano che questa moto non era per me, mi dicevano di cambiare, ma io volevo vincere, eravamo vicini, più di quanto potesse sembrare dall’esterno”. Il maiorchino spiega, poi, com’è avvenuta la svolta decisiva che lo ha portato, in maniera fulminea, a diventare l’attuale pilota di punta in casa Ducati: “Ducati mi ha dato piccole parti per migliorare la risposta del motore e il telaio, poi l’ultimo piccolo pezzo che è arrivato è stato il serbatoio. Io sapevo che c’era qualcosa che non andava sull’ergonomia della moto, mi stancavo dopo 5 giri. Poi con il nuovo pezzo sono cambiate molte cose, ho vinto al Mugello, a Barcellona. Poi ho vinto in Austria. Da quel momento le cose sono cambiate, è come se fossero stati due campionati diversi.” 

Lorenzo critico contro i detrattori: “La gente ha sottovalutato le mie capacità”

La sfida di riportare il titolo alla casa di Borgo Panigale, un titolo che manca dal 2007, è apparentemente fallita (al netto della stagione in corso, Marquez permettendo). Lorenzo, sempre sincero e schietto nelle sue dichiarazioni, non si nasconde da ciò, ma è consapevole che questi anni in Ducati serviranno in maniera importante anche nella sua ormai vicina avventura in Honda, potendo portare con sè un bagaglio tecnico e umano arricchito. Lasciare la Ducati è stata una sconfitta, la gente ha sottovalutato la mia capacità vedendo i risultati. Il valore di un pilota scende e sale molto in base ai risultati, la gente dimentica velocemente i successi passati”. La rinascita di Lorenzo è passata attraverso la piena comprensione della moto italiana: “La Ducati ha molti punti forti che la rendono una moto capace di vincere il campionato, ma per il mio stile di guida all’inizio non capivo. Quando sono riuscito a capire come trarre profitto dai punti forti: la frenata, l’accelerazione e il fatto che ci fosse una minore velocità in curva, sono riuscito a vincere”.

Credits: Tuttomotorsport

Professionale fino alla fine

La sfida, che Lorenzo intraprenderà dalla prossima stagione al fianco di Marc Marquez avrebbe potuto (e potrebbe) distogliere l’attenzione del maiorchino sul rendere al meglio per la stagione in corso. Ma lo spagnolo, che non ha mai nascosto il suo attaccamento alla famiglia Ducati, esclude questa possibilità: “Avrei preferito stare più tempo nel mio team, ma se non è stato possibile, mi preparo al prossimo anno, essere compagno di squadra di Marquez è una sfida che mi dà molta motivazione. Penso che tutte le difficoltà, il lavoro che ho fatto per essere competitivo mi renderanno la vita più facile i prossimi due anni. Credo e spero che l’adattamento alla mia prossima moto sarà più veloce, anche se non si può mai sapere. Sia io che la Ducati siamo dispiaciuti per come finirà, anche se in quel momento io non avevo alternative perché avevo capito che volevano cambiare pilota. Ovviamente però a livello personale mi dispiacerà molto, è una sfida persa e so che avremmo potuto fare grandi cose rimanendo insieme. Ci siamo goduti molto i momenti insieme. Sarò professionale al massimo fino alla fine per i ragazzi della squadra. Fino alla domenica di Valencia io sarò un pilota Ducati”. Queste le parole del 5 volte campione del mondo, come riportate da MotoriOnline.