Schumacher, un medico riaccende la speranza: "Può tornare a una vita quasi normale" Chilometrando
15 Aug 2018 | Aggiornato alle 22:40

Schumacher, un medico riaccende la speranza: “Può tornare a una vita quasi normale”

Mark Obermann, direttore del Centro di Neurologia della Clinica Asklepios di Seesen, in Svezia, crede in una ripresa dell'ex pilota

12 febbraio 2018 12/02/2018
Schumacher

A poco più di quattro anni di distanza dal terribile incidente subito da Michael Schumacher sulla neve di Meribel, in Francia, sono tanti gli appassionati di motori che si augurano di poter ricevere una buona notizia sulle sue condizioni. La famiglia ovviamente non lo ha mai abbandonato, ma fatto trapelare pochissime informazioni sul suo conto. A sorpresa, una piccola speranza potrebbe esserci davvero: a sostenerlo è il dottor Mark Obermann, direttore del Centro di Neurologia della Clinica Asklepios di Seesen, che crede a una possibile ripresa del tedesco.

Una nuova speranza a cui aggrapparsi

Michael Schumacher è stato certamente uno dei piloti più amati della Formula Uno non solo per le sue vittorie, ma anche per la determinazione mostrata anche nei momenti più difficili. Una caratteristica che può essergli di aiuto certamente anche in questa fase difficile a seguito delle conseguenze riportate nel terribile incidente sugli sci avuto quasi quattro anni fa.

Le notizie trapelate sulle sue condizioni sono davvero pochissime, ad eccezione di qualche sporadica dichiarazione, l’ultima delle quali arrivata pochi mesi fa dalla figlia Gina Maria.

A sorpresa, è il dottor Mark Obermann, direttore del Centro di Neurologia della Clinica Asklepios di Seesen, in Germania, a dare un piccolo segno di speranza. Secondo il medico pensare a un ritorno alla normalità dell’ex pilota non è poi così impossibile: “Dal 30 al 40% dei pazienti in coma o in stato vegetativo dopo quattro anni può tornare a fare una vita quasi normale – sono le dichiarazioni del medico riportate dal quotidiano Express -. Non ci sono garanzie che questo recupero sia completo, ma molti pazienti sono tornati ad avere una vita con i loro cari e la propria cerchia di amicizie“.

La moglie Corinna non ha mai lasciato solo Schumi in questi anni difficili (Foto: F1 World)

L’importanza degli affetti più cari

Il percorso di ripresa può essere però facilitato dal sostegno che il paziente può avere dalle persone più care. Obermann ritiene quindi fondamentale che un malato possa sentire la vicinanza della famiglia, situazione che rientra pienamente nella quotidianità di casa Schumacher: “È molto importante che il paziente riceva affetto. Si ritiene che questi pazienti siano più consapevoli di ciò che sta accadendo intorno a loro più di quanto pensassimo. Toccare loro le mani o parlargli è importante per svegliarli dal coma o dallo stato vegetativo” – ha concluso.

 

Foto immagine in evidenza: Getty Images