Valentino deluso: "Peccato per la caduta, me la sarei giocata con Marquez" Chilometrando
21 Nov 2018 | Aggiornato alle 19:49

Valentino deluso da Sepang: “Peccato per la caduta, me la sarei giocata con Marquez”

Una caduta a 4 giri dalla fine ha vaporizzato il sogno lucido di Valentino Rossi, in grande spolvero durante il Gran Premio della Malesia

4 novembre 2018 04/11/2018

Da quando corre nel motomondiale Valentino Rossi ha sempre ottenuto almeno una vittoria a stagione, eccezion fatta per il grottesco biennio Ducati tra il 2011 e il 2012. Un sigillo, questo, che stava per confermarsi nella domenica di Sepang, prima che le speranze di successo si vaporizzassero a quattro giri dalla fine con la caduta del Dottore. L’affare è ancor più difficile da digerire, per Rossi e i suoi tifosi, dopo una stragione travagliata ed un primo posto che manca da Assen 2017. E adesso Vale rischia davvero di rimanere a secco per quest’annata, considerando che Valencia sarà l’ultimo round in calendario.

Un Gran Premio all’insegna dei campioni

Il GP della Malesia, molto brevemente: Rossi brucia tutti alla partenza, va in testa e si lancia in una fuga solitaria. Prende un buon margine e inizia a gestire il suo ritmo, accumulando a metà gara fino a 1″5 su Marquez, unico nel plotone capace di resistergli. A 8 giri dal termine Marquez sceglie di prendersi qualche rischio, rosicchiando decimi preziosi al Dottore, il quale però sembra guidare in modo conservativo per non sforzare la gomma e prepararsi ad un imminente duello con il campione del mondo. Duello che non è mai arrivato, interrotto da una fatale scivolata in apertura del quarto giro.

Vale-Marquez, un duello abortito

Ed il rammarico di Rossi sta innanzitutto nel non aver potuto partecipare a questo testa-a-testa: “Negli ultimi giri soffriamo ancora un pochino e dobbiamo rallentare. Io stavo provando a spingere, come ho spinto in tutta la gara, però mi sentivo bene: avevo un buon passo e riuscivo ad essere costante. Probabilmente Marc mi avrebbe raggiunto, ma sarebbe stata una bella lotta, quindi è un grande peccato. Io volevo spingere, perché vedevo che comunque stava facendo fatica per venire a prendermi. Speravo che potesse arrivare il più tardi possibile e che poi ce la potessimo giocare“. E in effetti l’analisi di Valentino era giusta. Come dichiarato dallo stesso Marquez, la sua gara è stata “a tutta“.

Le ragioni della caduta

In merito alla dinamica della caduta in curva 1, il Dottore non si espone: “Devo ancora riguardare le immagini della scivolata, perché non ho avuto tempo. Come accade sempre quando cadi, io non mi sono accorto di niente. Di solito in quel punto ti si chiude il davanti, invece a me è scivolata dietro. Evidentemente se sono caduto però ho fatto un errore. Non lo so se ero più largo, però potrebbe essere. Non so — ha aggiunto il nove volte iridato — sarebbe stato bello vedere come sarebbe andata a finire. Poi sicuramente Marquez è il più forte in questo momento, ha vinto il Mondiale e ha vinto anche nove gare. Per quello che ci riguarda, abbiamo migliorato un sacco, ma negli ultimi giri siamo ancora un pochino in difficoltà. Anche Vinales in Australia ha dovuto rallentare, la differenza è che lui era da solo e quindi ha vinto, io invece avevo Marquez vicino“.

“Ho pensato di vincere in solitaria”

Spazio anche ad un retroscena inaspettato. “C’è stato un momento della gara — racconta Rossi — in cui avevo portato il vantaggio quasi a 1″4 e lì mi sono detto che se fossi riuscito a dare un altro strappo, probabilmente sarei arrivato da solo. Poi lui ha fatto tre giri veloci ed ho capito che gli ultimi due giri sarebbero stati alla morte. Sarebbe stata una bella lotta, perché credo che me la sarei potuta giocare nel corpo a corpo. Era la gara più bella dell’anno, poi farla qui a Sepang, con questo gran caldo, era importante. Abbiamo lavorato bene nel corso del weekend e credo che abbiamo trovato qualcosa di interessante. Nelle ultime gare stiamo andando un po’ meglio e questo è molto importante“.

La dedica a Marini e Bagnaia

Valentino non poteva poi non rivolgersi ai suoi “allievi”: il fratello Luca Marini ha colto il primo successo della sua carriera mentre il compagno di squadra della VR46 Sky, Pecco Bagnaia, si è laureato campione del mondo.  “Bisogna essere bravi a dividere le emozioni. Dopo una gara come quella della Moto2, nella quale mio fratello ha vinto per la prima volta, Bagnaia ha vinto il suo primo Mondiale e la squadra ha vinto il suo primo Mondiale, una persona normale dovrebbe mettersi a sedere per tre o quattro ore, io invece ho dovuto fare la gara. Sapevo che se avessi vinto, sarebbe stata una giornata storica, forse una delle più belle della mia carriera. La delusione è grande, ma almeno abbiamo vissuto il sogno fino a tre giri dalla fine. Se fossi stato tutta la gara terzo, mi avrebbe dato meno gusto. Però la delusione rimane, stanotte e domani sarà dura. Bisognerà nascondere tutte le corde e gli sgabelli per evitare che faccia qualche stupidaggine“.