Chi mangia pane, grasso e motori a colazione ama farsi raccontare la storia, più o meno romanzata non si sa, su come sia nata la casa automobilistica Lamborghini.

Correva l’anno 1963 e Ferruccio Lamborghini, figlio di agricoltori con una testata al posto dei polmoni e delle chiavi inglesi al posto delle mani, era già titolare di una industria che produceva trattori. Aveva costruito la sua fortuna come revisionista autocarri per l’esercito durante la seconda guerra mondiale, tanto benestante da potersi concedere una fiammante Ferrari 250 GT.

Avendo, con questo veicolo, accusato dei problemi alla trasmissione, Ferruccio si rivolse direttamente ad un certo signor Enzo Ferrari dispensandogli consigli su come poter risolvere le mancanze.

Ferrari, stizzito e ferito nell’orgoglio, gli rispose bruscamente “ma cosa ne vuol sapere lei che guida trattori?”. La riposta di Ferruccio fu la nascita di Lamborghini Automobili, che perfezionò il primo modello, la 350, all’insegna di una macchina il più possibile affidabile sebbene non avveniristica.

Da allora Lamborghini si è conquistata il suo posto d’onore nell’Olimpo delle supercar, sinonimo di lusso, qualità ed uno stile unico quanto impeccabile.

Abbiamo raccolto gli esemplari di maggior successo, ricostruendo le storie dietro i nomi con la quale sono stati messi in vendita. Eccoli in tutta la loro magnificenza, continua la lettura>> 

10. Islero

La Islero debuttò nel ’68, in commercio fino all’anno successivo: 4 litri di propulsore V12 con una messa a terra di 325 cavalli, trasmissione a cinque velocità, freni a disco ed un sistema elastocinematico totalmente innovativo. 250 km/h di punta massima con un’accelerazione 0-100 che tocca i 6 secondi. La produzione si fermò a 125 modelli, inclusa la versione Islero S, uscita nel 69, lievemente più potente (350 CV) e con alcuni nuovi accorgimenti che riguardavano interni, livrea, fari e finestrini.

28 agosto 1947: Madrid. Sull’arena della corrida, il famoso torero Manolete, considerato una leggenda, infilza il suo avversario di turno, un toro di razza Miura, con la tipica spada d’affondo. Ma la belva non ci sta e, dopo aver subito il colpo, incorna l’inguine del matador, lacerando la sua arteria femorale ed inducendolo alla morte. Quel toro si chiamava Islero, e l’omonima auto è un tributo alla sua memoria.

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9. Espada

Il nome di Lamborghini Espada significa “spada” in spagnolo, nella fattispecie lo spadino da affondo che i toreri utilizzano di sovente. La Espada è stata prodotta nel decennio 1968-78 con poche revisioni ed aggiornamenti. La serie II aveva un motore da 350 cavalli, quella finale 325 ma con un motore da 3.9 litri V12 dagli interni in alluminio e una nuova ciclistica.

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8. Miura

La Miura è una delle icone di casa Lambo. È ispirata ad una famosa razza di tori da corrida, famigerata per la loro incredibile potenza. Il progetto era originariamente avversato dal fondatore Ferruccio Lamborghini. Concepita e presentata al Salone dell’Automobile di Torino ’65, la Miura ottenne un riconoscimento aureo in tutto il mondo. Dotata di un motore V12 di 3.9 litri, scatena 350 cavalli. Solo 275 esemplari.

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7. Urraco

La Urraco fu concepita per essere un’alternativa più abbordabile ed economica alle supercar. Urraco, in spagnolo, vuol dire piccolo toro. Tre modelli: P200, P250 e P300, ciascuno dei quali monta un V8 dai 215 ai 260 cavalli. Non è particolarmente ricordata per via di numerosi difetti di fabbrica, che hanno garantito una commercializzazione a singhiozzo.

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6. Countach

Nell’immaginario collettivo le linee geometriche della Countach ed il sistema dei fanalini a scoperta si legano indissolubilmente al marchio Lamborghini. Cattiva, performante, leggendaria: è munita di un V12 e di sportelli ad ali di gabbiano. “Countach” è una parola del dialetto piemontese. Si tratta di un’interiezione che si usa in caso di meraviglia.

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5. Jalpa

Ennesimo tentativo di costruire un’auto per un portafogli meno abbiente. Jalpa nei fatti è un’altra qualità di tori combattenti. Rispetto alla Countach, la Jalpa è molto più facile da guidare, con più visibilità e più rotondità di guida. Monta un propulsore da 3.5 litri ed un v8 pesantemente modificato per l’occorrenza.

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4. Murcielago

Significa “pipistrello” in spagnolo: Murciélago, però, è chiamato così in onore di un indimenticato toro che, durante una corrida del 1879, subì 24 stoccate dal torero Rafael “El Lagartijo” Molina Sànchez, il quale, vedendo l’animale combattere con così tanto spirito e passione, decise di risparmiarlo.

In vendita dal 2001 al 2010, la Murciélago è il successore della Diablo. Motore V12 a 661 cavalli. Prima che l’Aventador ne prendesse il posto, sono state costruite ben 3.983 esemplari.

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3. Sesto Elemento

Sesto Elemento è un allusione al sesto elemento della tavola periodica, il Carbonio, in quanto il modello è progettato in larga parte con fibra di carbonio. Telaio, meccanica, ciclistica e sospensioni sono infatti interamente costituiti da fibra di carbonio, facendone una vettura leggerissima. Non a caso è la più leggera Lamborghini mai costruita. La Sesto monta un v10 che scatena 570 cavalli: solo 20 esemplari.

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2. Veneno

In occasione del cinquantenario di Lamborghini, la compagnia ha creato una Veneno super-lusso. Il suo nome è ispirato ad uno dei più forti ed aggressivi tori combattenti di sempre ed è dotato di un motore V12 di 6.5 litri. 740 cavalli per soli 5 esemplari: 2 per la casa automobilistica e 3 per gli utenti. Costò 4 milioni di dollari e fu venduta agli acquirenti al buio, solo presentandogli il prospetto del design.

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1. Huràcan

Huràcan, uragano in spagnolo ma anche il nome di un toro da corrida che dal 1879 diede unico esempio di coraggio ed un forte senso di aggressività. 5.2 litri di propulsore con schema V10, 602 cavalli. Per bilanciare i pesi il motore è nascosto nel cuore del veicolo, sotto l’abitacolo. È stata concepita per avere sia l’iniezione diretta sia multi-focale, combinando i benefici dei due sistemi. Fa i 100 km/h in 3 secondi.

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