Il settore delle vetture sportive ha accolto nel corso della storia una lunga serie di modelli estremi.

Gli appassionati di motori non possono non subire il fascino delle cosiddette “fabbricanti di vedove“. Auto velocissime, che possono essere spinte al limite, tanto da sentire un brivido percorrerti la schiena. Non c’è nulla di più elettrizzante che sfrecciare a bordo di uno di questi modelli, spingerla al massimo, domarla e riportare anche a casa la pellaccia.

Siamo andati quindi a cercare quali sono le 5 auto sportive più difficili da padroneggiare di ogni epoca, con modelli davvero di primissima categoria e capaci di sfoderare prestazioni da urlo… In una parola? Letali!

Con queste bestie da strada, anche la più piccola descrizione potrebbe essere fatale a chi si trova al volante e ha sfidato la sorte. Attenzione però: questa classifica potrebbe riservarvi delle grosse sorprese!

Siete pronti? Ecco le 10 auto più pericolose della storia:

1) Fiat Uno Turbo

Partiamo subito dal vintage che non muore mai. Direttamente dalla nostra Italia, ecco un modello capace di segnare un’intera generazione grazie alla propria praticità e a performance degne di nota. In particolare, la variante Turbo della Punto era capace di coniugare un’anima da vera sportiva e un spirito alla ribellione che intrigava un gran numero di automobilisti. Anche la seconda serie di fine anni ottanta fu molto gradita, con un motore a quattro cilindri da 1372 centimetri cubici.
Era capace di sprigionare una potenza massima di 118 cavalli, con cambio manuale a cinque rapporti. La velocità massima era in grado oltrepassare i 200 chilometri all’ora. Numeri da urlo per una semplice utilitaria da città. Com’era “affettuosamente” soprannominata? Bara su ruote.

Fonte: Fiat Club

2) Jaguar E-Type

Direttamente dalla Gran Bretagna, ecco un altro esemplare in grado di contraddistinguere la storia dell’automobilismo mondiale. Tutti la conoscono con la denominazione di Jaguar E ed è senza ombra di dubbio la vettura più famosa del brand inglese, apprezzato in tutto il mondo per le sue proposte di altissimo lusso. Anche in questo caso, abbiamo a che fare con un modello dal design pieno di eleganza e personalità. Inoltre, E-Type disponeva di un cofano di grandi dimensioni per un’azienda che non ha mai puntato più di tanto su questo particolare. Il propulsore era un enorme V12 da 5.300 cm³ e l’equilibrio non era il suo fiore all’occhiello: le dimensioni delle ruote a stento riuscivano a contenere la potenza del motore.

Fonte: Shutterstock

3) Porsche GT2 993

Saliamo sul podio con questa autentica icona dell’automobilismo tedesco. La Porsche GT2 993 poteva contare su una forte personalità e sull’opportunità di piacere ad un vasto pubblico. La trazione era garantita da un forte peso impresso sull’asse posteriore. La tenuta di strada non era perfetta, specialmente in curva. Ma tale elemento non dissuadeva gli automobilisti dall’ammirarla con grande felicità. Da segnalare una potente motorizzazione turbo, capace di una potenza di 430 cavalli e di una coppia massima da 585 Newton per metro. Numeri impressionanti, ai quali va aggiunta un’accelerazione da urlo e il raggiungimento dei cento chilometri all’ora da fermo in quattro secondi. Ma quello che dovrebbe preoccupare è il peso sbilanciato sul posteriore, che forniva sì molta trazione, ma scartando verso l’esterno metteva in situazioni da cui era difficile uscire.

Fonte: Wikimedia Commons

4) TVR Cerbera Speed 12

Torniamo ancora una volta Oltremanica con una vettura dalla tiratura limitatissima. In pratica, era una sorta di concept car visibile per le strade inglesi, con un’accelerazione spaventosa. Il suo rapporto tra peso e potenza era di 1 a 1 e questo non faceva altro che far crescere il divertimento alla guida. La potenza complessiva era davvero un qualcosa di straordinario, con l’opportunità di sprigionare la bellezza di 880 cavalli. Il suo peso era di circa 9 quintali ed era nettamente superiore rispetto alla media.

Da menzionare anche la velocità massima, che superava i 380 chilometri orari senza grandi difficoltà. Grazie a un rapporto peso potenza di 1/1 l’accelerazione era mostruosa: per pensare di portarla al limite servivano tendenze suicide.

Fonte: Wikimedia Commons

5) Shelby Cobra

Con la vettura leader della classifica delle cinque sportive più pericolose, entriamo dritti dritti nella leggenda. La Shelby Cobra è un’icona di sportività conosciuta e apprezzata in tutto il globo terrestre. Puntata molto su un motore 427 Side Oiler realizzato dall’altro marchio americano Ford. La potenza massima di 500 cavalli era un qualcosa di meraviglioso, specie se si pensa alla sua produzione datata anni sessanta. Il sistema frenante non era proprio eccezionale, ma paradossalmente questo è un altro degli elementi che l’hanno fatta entrare tra i miti. Inoltre, aveva un peso complessivo di 1300 chili che la rendeva ancora più performante. Il volante larghissimo, lo sterzo impreciso, i pedali duri, la potenza esagerata e il telaio minimale rendevano l’auto un vero e proprio missile, purtroppo con sistemi di sicurezza paragonabili a quelli di un missile.

Fonte: Shutterstock

6) Volkswagen Golf GTi

Chi è cresciuto negli anni Ottanta ricorda sicuramente la Golf, considerata la macchina più trendy del periodo (soprattutto con la seconda serie). Non era una macchina particolarmente stravagante, nel più tipico stile tedesco, e inizialmente la Volkswagen non produsse modelli particolarmente potenti fino alla commercializzazione della GTi 16V, che con i suoi 136 cavalli sapeva mettere in pericolo i diciottenni dell’epoca che potevano permettersela.

Fonte: Shutterstock

7) Suzuki Swift

Sempre in quegli anni entrò nel mercato italiano la Suzuki, fino ad allora conosciuta soprattutto per le moto, ma ben presto anche per questa compatta sportiva. Difficile dimenticare, per chi l’ha provato, il suo 1000cc da 100 cavalli. Il problema? In relazione a quel motore era leggerissima, con tutti i rischi che questo comportava. Peccato, perché costava poco e i consumi erano bassi.

Fonte: Shutterstock

8) Honda Civic Type-R

Altro marchio poco conosciuto a quell’epoca era anche la Honda. Particolarissimo era il motore VTEC a fasatura variabile della Type-R, che per certi versi la faceva assomigliare a una moto. Con i suoi 131 CV sapeva regalare belle soddisfazioni, peccato che fu pubblicizzata poco e vendette pochissimo.

Fonte: Shutterstock

9) Renault Supercinque GT Turbo

Una volta i turbo non erano così diffusi, e la Renault fu uno dei primi marchi a puntarci diffusamente. La Supercinque GT Turbo ha fatto scoprire a molti di cosa era capace, anche grazie alle innumerevoli vittorie nei rally e corse su pista. Purtroppo la tenuta di strada non era all’altezza della sua velocità.

Fonte: Shutterstock

10) Ford Fiesta Turbo

Con i suoi 133 cavalli la Ford Fiesta Turbo sapeva farsi notare, e non ci sarebbe bisogno di aggiungere altro. Un mostro di potenza che purtoppo, molti lo capirono solo troppo tardi, non era affatto facile da controllare.

Fonte: Shutterstock

Ti è piaciuto il nostro articolo? Allora condividilo su Facebook!