Impresa

Il lockdown causato dalla pandemia di Coronavirus ha causato una crisi economica che ha colpito privati e imprese. In questo clima di recessione il gruppo FCA ha richiesto un prestito da investire per sostenere le attività produttive. Come riporta il Corriere della sera, non si è ben compreso se abbia un temporaneo problema di liquidità o se l’impedimento sia causato dalla mancanza di capitale. La richiesta è stata avanzata dopo le agevolazioni concesse dallo Stato con il Decreto “Cura-Italia” alle imprese ma anche ai privati.

L’accordo con Impresa Sanpaolo

Su Il Post si legge che lo Stato italiano ha messo a disposizione per le imprese un capitale di 750 miliardi di euro per ottenere dalle banche prestiti a condizioni agevolate. La società di Cassa Depositi e Prestiti SACE gestisce l’emissione di questi fondi. Si assicura che esse vengano utilizzate solo per attività produttive che si svolgono in Italia e che riguardino prestiti che non superino il 25% del fatturato annuo delle aziende richiedenti.

Per le imprese che fatturano fino a 1,5 miliardi annui, la concessione è automatica.

FCA ha richiesto a SACE di ottenere un prestito di 6,3 miliardi, mediante un accordo con Impresa Sanpaolo, corrispondente ad appunto il 25% del fatturato di FCA in Italia. A detta dell’azienda, l’obiettivo è quello di sostenere economicamente solo le attività di FCA Italy che gestisce 16 stabilimenti, 26 centri di ricerca e sviluppo e 55000 dipendenti. Non verrebbero utilizzati quindi per favorire le attività delle altre sedi.

Favorevoli e contrari

Chi si è esposto contro la concessione del prestito a FCA sostiene che l’intento dell’azienda sia quello di portare il capitale al di fuori dell’Italia per pagare meno tasse. FCA infatti ha sede legale nei Paesi Bassi e sede fiscale in Regno Unito dove esistono più agevolazioni fiscali per le aziende rispetto che in Italia. In più si aggiunge l’imminente fusione con il gruppo PSA che potrebbe portare ad un ulteriore calo degli investimenti.

Chi è favorevole a concedere il prestito, sostiene invece che esso sarà un’opportunità di rilancio per il settore automobilistico italiano e che la priorità sia quella di favorire FCA per garantire ai dipendenti italiani i posti di lavoro.

La parola di Cottarelli

Come riporta Il Messaggero, nella puntata di ieri della trasmissione televisiva Che tempo che fa, l’economista Carlo Cottarelli ci è espresso così in merito alla questione FCA: “Sul prestito che ha chiesto FCA interamente garantito dallo Stato, c’è da dire che non sono questioni semplici. La situazione dell’auto in Italia, in Europa e nel mondo è estremamente difficile quindi non deve stupire che FCA Italia chieda una garanzia e la garanzia è forte perché la legge consente al Ministero dell’Economia di dare una garanzia ma in cambio di garanzie da parte dell’azienda sull’occupazione e sugli investimenti. Credo che questo sia adeguato“.

Foto in alto: Pixabay