Autovelox, nuovi obblighi per gli enti che li installano

Gli autovelox continuano a essere uno degli strumenti più utilizzati dalle forze dell’ordine per rilevare chi supera il limite di velocità. Il funzionamento di questo tipo di dispositivo non è però sempre valido, ma anzi per chiarire ogni possibile dubbio è intervenuta una recente sentenza della Corte di Cassazione. La multa può infatti essere considerata nulla se il Comune in cui si trova l’apparecchio nod dà dimostrazione di avere eseguito la taratura periodica.

Uno strumento che fa discutere

L’autovelox viene spesso considerato un apparecchio utilizzato dalle amministrazioni comunali per cercare di racimolare soldi e colpire gli automobilisti più distratti. In realtà, lo scopo di questo genere di strumentazioni è innanzitutto di tipo preventivo: si punta infatti a rendere chi è al volante più consapevole delle conseguenze che si possono generare da una velocità eccessiva.

Il cartello che preannuncia la presenza dell’autovelox

Non tutte le multe rilevate in queste situazioni sono però da considerare valide. A ribadirlo è la Cassazione attraverso una sentenza che è quindi destinata a fare giurisprudenza. In caso di contestazione da parte del conducente la Suprema Corte è chiara: l’ente accertatore deve dimostrare la presenza di un cartello che preannuncia la presenza dell’autovelox. Questo è ritenuto proprio una condizione per ritenere legittima la pretesa di sanzionare chi viaggia in quel tratto di strada.

Attenzione anche alla taratura

Gli obblighi che devono essere rispettati da chi decide di installare un autovelox non sono però finiti qui. L’ordinanza n. 22889 depositata il 26 settembre 2018 della Corte di Cassazione ha stabilito che il Comune deve provare la taratura periodica dell’apparecchiatura: se questo non avviene la sanzione può essere considerata annullabile.

Questa operazione è fondamentale proprio perché consente di avere la certezza che il dispositivo funzioni in modo corretto. La stessa Corte aveva stabilito che “i fenomeni di obsolescenza e deterioramento possono pregiudicare non solo l’affidabilità delle apparecchiature, ma anche la fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale”. 

La Cassazione chiarisce i dubbi sull’autovelox

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