Basta affacciarsi per strada per capire quanto possa essere paradigmatica, per i nostri giorni, l’industria automobilistica. Dalle vetture ai motocicli, dai bus ai mezzi elettrici, siamo immersi in prodotti che l’automotive sforna per noi.

Paradigmatico è anche allora il trend e la marea economica in cui il mercato dell’auto è immesso e che può aiutarci a capire, più o meno efficacemente, fenomeni socio-economici su scala ben più grande. Durante la crisi del 2007 l’industria automobilistica, ad esempio, fu particolarmente investiti dai devastanti effetti, arrivando ad una recesione del 12% in termini di produzione durante l’anno 2009.

Già dall’anno successivo, però, il settore è riuscito a riprendersi alla grande, vedendo radicali mutamenti come il sistematico incremento di export da parte di paesi come la Cina, il Messico, l’India, prima al di fuori dai grandi giochi finanziari.

Dati 2015 alla mano, in questo articolo stiliamo la classifica dei 10 brand automobilistici più importanti, relativamente alle vendite e al fatturato.

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10. Suzuki

Fondata nel 1909 da Michio Suzuki, l’azienda Suzuki, produttrice di auto, motocicli e motori marini, è rimasta ancorata alla città di Hamamitsu, prefettura di Shizuoka, nel cuore del Giappone. A fronte di un trend positivo, +6.1% rispetto l’anno precedente, il marchio si guadagna un posto tra i big con l’immatricolazione di 2.908.126 vetture.

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9. PSA

Il gruppo PSA nacque ufficiosamente nel 1974 quando Peugeot rilevò il 38.2% da Citröen, rinnovandone la partecipazione due anni più tardi ed inglobando l’azienda Michelin, sull’orlo della bancarotta. Da allora il gruppo francese è tra i leader europei nel campo dell’automotive, riuscendo a vendere 3.148.030 vetture nello scorso anno.

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8. Honda

Anche l’ottava posizione è occupata da un colosso del Sol Levante: si tratta della Honda, attiva nel campo di motocicli, auto e robotica. Per mole di produzione è la prima nel mondo con oltre 14 milioni di motori sfornati: “solo” 4.457.477 i veicoli immatricolati lo scorso anno, sufficienti per rientrare a pieno nella seconda metà di questa speciale classifica.

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7. FCA

A tre quarti di lista si posiziona il “nostrano” FCA, neonato gruppo che dal 2014 riunisce Fiat, Alfa Romeo, Maserati, Lancia, Fiat Professional, Abarth, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram Trucks, Mopar e Srt. L’azienda Ferrari si è scorporata dalla holding, divenendo strettamente dipendente dalla Exor di John Elkann. In un anno sono state vendute 4.558.007 vetture.

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6. Ford

Nata per volere di Henry Ford nel Michigan, anno 1903, l’azienda americana contraddistinta dell’Ovale Blu sta vivendo un periodo particolarmente fecondo grazie ad intelligenti scelte di marketing ed un occhio di riguardo al settore eco-friendly, sia con numerosi allestimenti ibridi ad emissioni zero, sia per quanto concerne semplici soluzioni di dettaglio e rifinitura. Quota 5.912.591 veicoli immatricolati.

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5. Hyundai-Kia

Nata nel secondo dopoguerra da un venticinquenne con pochissimo capitale a disposizione – tale Chung Ju-Yung – il gruppo Hyundai-Kia ha negli ultimi anni saputo accattivarsi sia il mercato europeo, dove faticava a carburare, sia quello americano. Con un +4.1% rispetto all’anno precedente, questa azienda è riuscita a vendere un totale di 7.550.383 veicoli ubicandosi precisamente a metà classifica.

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4. Renault-Nissan

Con le sue 7.947.606 vetture vendute nell’arco di un anno solare, a trend positivo del +2.7%, il gruppo Renault-Nissan guadagna una ottima medaglia di legno. L’alleanza tra la casa francese e quella nipponica è avvenuta in due step: inizialmente Renault comprò il 36.4% dell’altra investendo 5 miliardi di euro per il gruppo giapponese, successivamente i francesi comprarono tante quote da arrivare al 44%. Nella holding c’è un piccolo investimento anche di Daimler AG. Gli analisti credono che però gli stakeholder interni siano targati Nissan, a dispetto della situazione finanziaria.

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3. General Motors

Nonostante un trend irrisoriamente negativo, General Motors si piazza sul gradino più basso del podio. 8.017.844 veicoli messi in vendita per un gruppo che possiede marche e brand di tutto il mondo: Opel, Cadillac, Chevrolet, GM Korea, GMC, Holden, Vauxhall Motors e Buick, ma anche ACDelco, Allison Transmission impegnati in locomotive. La compagnia ha posseduto quote anche di Isuzu, Subaru e Suzuki in Giappone oltre che la fu Lada in Russia.

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2. Toyota

Il colosso giapponese dominava da tempo questa speciale classifica. Nonostante l’industria del maggior costruttore del Sol Levante accresca del 2.3% le vendite rispetto all’anno precedente, è venuto superato di misura da un gruppo europeo molto più antico. Il monopolio nel settore delle auto ibride è comunque ancora solido per Toyota. Totale: 9.818.609 veicoli venduti.

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1. Volkswagen

Lo storico gruppo di Wolfsburg, fondato nel 1937 per volere del dittatore Adolf Hitler e sotto l’egida dell’ingegner Ferdinand Porsche, conquista la prima piazza facendo segnare un 5% in meglio rispetto al 2013. Sotto la holding della Volkswagen ricadono anche le vendite di Audi e Skoda, che assieme toccano la straordinaria cifra di 9.919.305 veicoli venduti.

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