L’industria dell’automotive, come ogni industria, soggiace alle leggi di mercato, interagendo con il gusto del pubblico e cavalcando le mode del momento. Ma non sempre il risultato degli ingegneri e dei designer è apprezzabile ed apprezzato.

Sappiamo bene che basta un solo modello sbagliato per far cadere nel ridicolo e screditare in marchio. Un solo errore, una svista, uno scivolone possono creare danni per centinaia di milioni di Euro. E neppure gli ingegneri ritenuti colpevoli ne escono indenni, finendo per essere dimenticati con il tempo.

Perché, quando sbagli nella progettazione di una macchina, il mostro che hai creato è sotto gli occhi di tutti, e il pubblico non perdona.

Abbiamo raccolto le 10 “aberrazioni” più famose e significative delle case automobilistiche più iconiche, ecco la lista delle auto che hanno imbarazzato i loro stessi costruttori (e che forse avreste preferito dimenticare):

1. Jaguar X-Type

La X-Type fu concepita per competere con le vetture compatte a trazione posteriore. Il problema è che la Jaguar, o meglio la Ford, non voleva spendere altro denaro e risorse per ideare una nuova base meccanica. Così la Ford usò il telaio della Ford Contour per creare la Jaguar X-Type: fu migliorata la testata e introdotta la trazione integrale nel vano tentativo di approcciarsi ad un pubblico più ampio. Gli interni furono rifiniti in pelle, la livrea colorata col tipico colore metallizzato Jaguar. Le vendite durante l’anno di lancio furono buone, con 33mila unità vendute, ma l’idillio non durò. La X-Type fu ridicolizzata per essere nient’altro che una Ford rivestita e messa a nuovo, e non affatto una Jaguar. La valutazione di mercato cadde così drasticamente.

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Credits: Martin Ringlein on Flickr

2. BMW 318TI

Introdotta nel 1995, la BMW 318TI era una tre porte rivolta a tutta quella sfera di utenza che non poteva permettersi una costosa Serie 3. Il suo prezzo di partenza era 19.900 dollari e questa sua insegna al risparmio era palesemente evidente tanto nell’estetica quanto nella meccanica. Sembrava una E36 Serie 3 al quale avevano rimosso il retrotreno a favore di un aspetto da shooting brake alquanto mediocre. Il motore era un timido 1.8 litri quadricilindrico da 138 CV che impiegava più di 9 secondi per raggiungere i 100 km/h da fermo. Gli interni erano plastici e i sedili tutt’altro che confortevoli. Una debacle.

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Credits: Nick Trippe on Flickr

3. Lotus Elan

All’alba degli anni 90 la Lotus riesumò lo chassis della vecchia Elan e lo dotò dell’impianto meccanico della Isuzu con annessa trazione anteriore. Questo segnò il primo ed unico caso in cui una Lotus produsse un auto a trazione anteriore. La manovrabilità era ottimale ma il motore lasciava molto a desiderare. Erano disponibili due allestimenti: uno con propulsore da 130 CV ad aspirazione naturale ed un altro da 160 CV turbo. La General Motors era responsabile del finanziamento dell’Elan, considerando il possesso dell’azienda: è questa la causa del trapianto Isuzu e della innaturale feature di trazione anteriore.

Credits: Wikimedia commons

4. Cadillac Cimarron

Nello sforzo di competere nel settore delle auto di lusso compatte durante il boom degli anni 80, la Cadillac investì preziose risorse sulla Cimarron. Svilupparono il progetto sul piccolo telaio della GM, riempiendolo di accessori prestigiosi come interni in pelle, aria condizionata, cerchi in alluminio e tutto ciò che ai tempi era l’avanguardia degli optional. L’auto assomigliava davvero visceralmente alla Chevrolet Cavalier. Il motore era un quadricilindrico un po’ rachitico, le vendite non andavano per niente. L’ultimo vano tentativo di risollevarsi vide la sostituzione del propulsore con un più simpatico V6, ma era troppo tardi: la Cimarron divenne il colossale e più famoso flop della Cadillac.

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Credits Carophile

5. Tripumh Stag

In produzione dal 1970, lo slogan della Stag era: “Un altro tipo di Triumph”. E a dirla tutta, i pubblicitari non dicevano il falso, ma non in senso positivo. Brutta e per nulla di classe, la Stag si differenziava dalle sue compagne non solo per un’estetica (largamente) opinabile ma anche per caratteristiche strutturali e meccaniche mediocri.

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Credits: Chris Sampson on Flickr

6. Subaru 360

La Subaru 360 era una piccola, adorabile e bombata automobile pericolosamente simile al Maggiolone della Volkswagen. Per quanto possa sembrare carina, questa auto è terribile. È cortissima, l’abitacolo è asfissiante, il motore esprime 25 CV e la velocità massima è di 88 km/h. Almeno — c’è da dire — la usava Lupin!

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Credits Mompl on Flickr

7. Dodge Shelby Lancer

Caroll Shelby è diventato arci-noto per esser stato in grado di costruire e progettare alcune delle auto più veloci ed amate a partire da una base di Ford Mustang, condendolo di miglioramenti di qualità. Ma Shelby ha anche modificato prodotti Chrysler durante gli anni 80 come la Dodge Omni e la Charger. La pecora nera di questa gamma è la Shelby Lancer: una 75 CV turbo con motore a quattro cilindri. Nonostante suoni come un propulsore adeguato, impiegava 7.2 secondi per raggiungere i 100 km/h da fermo. Inoltre, integrando il cambio automatico, la Lancer risultava ancora più lenta e macchinosa.

Credits: mtnman867 on Flickr

8. Maserati Biturbo

La Maserati Bitumo è l’ennesimo esempio di auto di lusso concepita per essere piccola, compatta ed economica. E riuscita male. La Maserati provò a gettarsi su questo nuovo mercato: la Biturbo sembrava un clone claudicante di una BMW Serie 3 con trazione posteriore e motore a sei cilindri. Fu annoverata tra le peggiori auto del 1984 secondo la rivista Time.

Credits: ilikewaffles11 on Flickr

9. Aston Martin Cygnet

La Aston Martin Cygnet è largamente diversa da ciò che la blasonata casa AM è solita produrre: supercar e prodotti di qualità. Quando uscì nel 2009 il pubblico credeva fosse uno scherzo. Niente grossi e rumorosi V-12 o V-8: la Cygnet sembra una riproposizione della Scion IQ. Il veicolo non supera i 100 CV con il suo quadricilindrico da 1.3 litri. Gli interni sono di plastica e pelle. L’intento era quello di ottenere clienti nelle grandi città: il risultato è un clamoroso flop.

Credits: Bryan Jones on Flickr

10. Ford Mustang

Palesemente basata sulla Ford Pinto, la Mustang II era disponibile coupé o reclinata. Due motori erano in allestimento: un 2.3 litri quadricilindrico Pinto ed un 2.8 “Colonia” V-6. Nessuno dei due riuscì a dare brillantezza, potenza e velocità alla Mustang II, fatto che smorzò l’interesse dell’immenso seguito che il veicolo si era guadagnato con il primo modello. La Ford rilasciò anche una versione con propulsore V-8, ma anche questa non superava i 140 CV.  A peggiorare le cose, la Ford dotò le successiva “Cobra II” e “King Kobra” delle stesse caratteristiche di questa Mustang.

Credits: chief_huddleston on Flickr

11. Fiat Stilo

Negli anni tra il 2001 e il 2009 ne sono stati prodotti 769.000 esemplari, accumulando perdite per 2,1 miliardi di euro, insomma un disastro per Fiat. E anche le critiche spesso feroci degli appassionati non sono mancate, a nostro giudizio esagerati per un’utilitaria che non aveva grandi pretese.

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