Le 7 pazze idee che Bernie Ecclestone ha proposto per la F1

Bernie Ecclestone non le ha mai mandate a dire a nessuno e spesso, per essere cordiali, ha fatto parlare di sé per uscite oltre il politicamente corretto. Che ci crediate o meno, però, il padre della Formula Uno moderna ha davvero avanzato le proposte che seguono; progetti al limite della ragionevolezza, tra il comico e il grottesco.

Si tratta di argomenti che svelano talvolta una mentalità piuttosto bizzarra e contraddittoria. Sia chiaro: Ecclestone ha reso la F1 grande, enorme, miliardaria, ma nell’articolo che segue si disvelano alcune cadute di stile, così paradossali da far ridere.

Le idee di Liberty Media – la società americana che ha sostituito Bernie al timone dell’amministrazione F1 – in confronto sembrano proposte super conservatrici!

Vediamo quali sono le 7 pazze idee che Bernie Ecclestone aveva intenzione di portare in F1:

1) Scorciatoie

Correva l’anno 2010 e si riproponeva con i termini di allora la questione della (im)popolarità dei sorpassi e dello spettacolo. Le corse, stando ai loro detrattori, anche in seno al CDA di F1, diventavano sempre più monotone e le soluzioni in materia aerodinamica non sembravano far fronte a tutto questo. Così il buon Bernie propose, ed effettivamente sperimentò, le scorciatoie; i piloti avevano, in numero limitato nel corso della stagione, la possibilità di tagliare le curve per guadagnare lecitamente posizione.

Le scuderie non simpatizzarono molto per questa opzione, che finì nel dimenticatoio.

2) Spruzzatori

Tutti amano le gare bagnate, non è così? Casuali, caotiche, dove un pit-stop anticipato può fare davvero la differenza e la Safety Car, tra gioie e dolori, rappresenta il perfetto deus ex machina. Così nel 2011 Bernie Ecclestone propose che alcune piste dovessero esser dotate di spruzzatori, capaci di bagnare artificialmente il tracciato. “Ci sono alcuni circuiti che puoi bagnare artificialmente, sarebbe facile costruire un sistema di questo tipo su una buona quantità di piste“, rivelò Bernie.

Ci sarebbe sempre suspense, decidendo di lasciar piovere per venti minuti nel bel mezzo della corsa oppure negli ultimi dieci giri, magari con un pre-avviso di due minuti“.

3) Medaglie

Ecclestone è stato probabilmente l’unico al mondo a reputare poco eccitante il GP d’Interlagos 2008, dove Hamilton doveva soltanto arrivare quinto per vincere il titolo. Bernie sarebbe stato molto più felice se Lewis fosse stato costretto a spingere per la vittoria. Così propose, nell’anno successivo, un controverso sistema a medaglie, che nel lungo termine avrebbe dovuto soppiantare l’attuale sistema a punti premiando il pilota che nell’arco della stagione avrebbe conseguito più vittorie, senza considerare i posizionamenti.

Fu effettivamente in vigore nel 2009, ma come sistema alternativo, prima di essere definitivamente abbandonato.

4) Extra pit-stop

Negli anni Ottanta la McLaren dominava. Per gestire questa cosa, Bernie suggerì di obbligare alla sosta chi vinceva: se un pilota conquistava un GP, doveva fermarsi più volte nel corso della stagione rimanente. Così se si vinceva due volte, i pit-stop extra dovevano essere 2, se le vittorie erano tre, 3 le fermate ai box, e così via. Un meccanismo piuttosto antisportivo che celava l’idea per cui, se un pilota era il più veloce, il suo team sarebbe dovuto essere messo in difficoltà.

5) Doppia corsa

Una delle sue idee più recenti. Per Bernie sarebbe stato infatti bello vedere dei weekend di corsa costituiti da due gare più brevi con un intervallo in mezzo. “Le monoposto avrebbero dovuto qualificarsi il sabato come al solito, tanto per posizionarsi al via della prima gara, dal quale sarebbe stata estratta la griglia della gara due. Avrebbe mescolato le cose con auto più leggere e veloci”, spiega. Una soluzione che strizza l’occhio al pubblico americano.

6) Qualifiche a lotteria

Le regole di qualifica di F1 sembrano esser sottoposte a taciti e periodici mutamenti, del tutto superficiali.

Sebbene la griglia invertita sembra essere un argomento desueto (meccanismo per cui le auto più veloci partono dal fondo), nel 2003 Bernie propose qualcosa di ancora peggiore: le qualifiche a lotteria. L’idea è quella che i dieci piloti più veloci avrebbero ricevuto dei punti in ottica mondiale per le posizioni ottenute in qualifica, tuttavia la griglia di partenza sarebbe stata casuale, per garantire un maggiore spettacolo.

7) F1 pericolosa

Ad oggi si parla di Halo e di misure di sicurezza sempre più strette. Eppure, in non sporadiche occasioni, Bernie Ecclestone ha esordito affermando che la F1 dovrebbe essere più pericolosa, suggerendo di costruire muretti vicino alla carreggiata per punire maggiormente gli errori dei piloti ed evitare eccessi di velocità.

E non solo: quando nel 2016 Fernando Alonso fu vittima di uno degli incidenti più brutti e “spettacolari” degli ultimi tempi, Ecclestone commentò a questo modo. “Era meglio che Fernando rimanesse lì, che un’ambulanza accorresse mentre i commissari coprivano la vettura con dei teli. Lo avremmo portato in ospedale e solo allora, ringraziando Dio, avremmo comunicato che andava tutto ok. Un po’ di spettacolo e dramma. Alla gente piace“.

Anche no, Bernie.

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