Mitsubishi

Il periodo di lockdown ha causato un’importante crisi finanziaria che ha colpito numerose aziende. A questo proposito Mitsubishi Motors ha deciso di chiudere la filiale in Europa per far fronte alle ingenti perdite economiche degli ultimi mesi. Nell’immediato, in Italia, non ci sarà un cambiamento sostanziale. Rimarranno infatti aperti i punti di vendita e di assistenza. La casa dei Tre Diamanti guarda al futuro, puntando allo sviluppo di vetture elettriche.

Questa non può che essere una notizia positiva visto anche l’aumento degli incentivi sull’elettrico inseriti nel recente Decreto Rilancio.

In Italia non cambia nulla

Luca Ronconi, amministratore delegato del gruppo Koelliker (distributore italiano di Mitsubishi), come riporta Gazzetta.it, ha dichiarato: Nell’immediato non cambia niente, visto che la casa non ha una filiale italiana, ma un distributore, noi appunto. Dunque la nostra rete (con 112 punti vendita e concessionari) resterà a disposizione della clientela sia per l’acquisto di nuovi modelli, sia per l’assistenza”.

A chiudere dunque è la filiale europea con sede ad Amsterdam. A causa del crollo finanziario riscontrato nel mercato europeo si è resa necessaria questa decisione, nonostante i precedenti tagli ai posti di lavoro e alla produzione.

Il futuro ecosostenibile in Italia

Nonostante la crisi, Mitsubishi non ferma la produzione e guarda al futuro. In settembre arriverà il restyling della Space Star e nella primavera del prossimo anno è prevista l’uscita dei nuovi modelli Outlander ed Eclipse Cross. Sconcertante invece la messa fuori produzione del Pajero, storico modello della casa dei Tre Diamanti.

Per quanto riguarda il futuro ecosostenibile dell’azienda, Ronconi afferma: “La nostra strategia è volta a lanciare in Italia nuovi brand emergenti, nello scenario della mobilità sostenibile ed elettrica. Pensiamo a una gamma capace di soddisfare molte esigenze: dai Suv premium ad alte prestazioni ai crossover più popolari, fino ai veicoli commerciali destinati alle città. In definitiva, lo stop imposto dalla pandemia e la svolta della casa madre hanno accelerato un processo che era già cominciato”.

Foto in alto: Pixabay