Nuova alleanza Anas-Ferrovie dello Stato, un colosso lungo 44 mila chilometri

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A distanza di un anno dalle prime mosse per realizzare il progetto, la fusione è finalmente realtà: Anas (Azienda Nazionale Autonoma Strade) entra a far parte ufficialmente delle Ferrovie dello Stato. Questo porta così alla nascita del primo polo europeo integrato di infrastrutture ferroviarie e stradali per abitanti serviti e investimenti. L ’azienda sovrintenderà agli spostamenti di 8 mila treni ogni giorno e ai 2,3 miliardi di veicoli che si spostano nell’arco di un anno sulle strade italiane.

L’Italia all’avanguardia in Europa

Troppo spesso ci si lamenta di quanto l’Italia risulti arretrata rispetto ad altri Paesi nella fornitura dei servizi più importanti.

L’ingresso di Anas, l’azienda nazionale autonoma delle strade, all’interno di Ferrovie dello Stato vuole invece smentire in maniera decisa questa idea. Il nuovo colosso delle infrastrutture gestirà 44mila chilometri tra ferrovie e strade. Importanti effetti positivi potranno vedersi anche a livello economico: la società nell’anno da poco iniziato dovrebbe generare un fatturato di 11,2 miliardi di euro. Una cifra tutt’altro che irrilevante, che consentirà di investire fino a 8 miliardi.

Uno dei progetti che potrebbero essere realizzate a breve è quello delle cosiddette “smart road”. Le strade, come già accade in Svezia, potrebbero infatti diventare “intelligenti”. Come sarà possibile?

Grazie all’utilizzo di sensori e sistemi di gestione che potrebbero facilitare notevolmente gli spostamenti.

Nasce in Italia il primo polo integrato di ferrovie e strade in Europa

I benefici dell’alleanza

La sinergia creata tra le due società avrà certamente effetti positivi per gli utenti italiani abituati a spostarsi spesso. A migliorare sarà innanzitutto il livello di sicurezza, che potrà essere gestita in modo integrato dagli operatori di Rete Ferroviaria Italiana e di Anas. Anche i tempi di ripristino e di primo intervento diventeranno notevolmente ridotti rispetto a quanto accaduto finora.

Spostarsi tra i vari punti di raccordo quali strade, stazioni, porti e aeroporti diventerà più semplice e veloce.

I primi segnali di convergenza si noteranno sin da subito: il nuovo colosso, infatti, predisporrà già da ora gli interventi di manutenzione da effettuare sulla rete stradale e ferroviaria. Questo modo di agire dovrebbe consentire anche importanti risparmi: in base alle ultime stime le spese potrebbero essere ridotte di circa 400 milioni di euro nell’arco di dieci anni.

Foto immagine in evidenza: ANSA

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