Omicidio stradale: condanna record di 7 anni di carcere per una morte su strada

Walter Basilio Vera, 24enne ecuadoriano, è stato condannato a 7 anni di carcere con rito abbreviato per aver ucciso un uomo in seguito a un incidente stradale. La condanna è un record riguardo le pene inflitte agli automobilisti colpevoli di omicidio stradale.

Le cause dell’omicidio stradale

Il 21 maggio dello scorso anno, Walter Basilio Vera ha investito un pedone su un raccordo dell’autostrada A1. Il giovane ragazzo inizialmente era stato accusato di aver compiuto l’omicidio poiché, mentre era alla guida della sua Fiat Punto, oltre a non rispettare i limiti di velocità, era anche drogato ed ubriaco. Inoltre, l’uomo sfrecciava oltre i 90 km/h quando il limite di velocità ne segnava 30.

Per queste ragioni, aggiunte all’accusa di omissione di soccorso, la Procura ha chiesto una pena di 12 anni e 6 mesi.

La condanna a 7 anni di carcere

La giudice Ilaria De Magistris ha assolto il giovane automobilista, che attualmente si trova ai domiciliari, solo dall’accusa di omissione di soccorso, mentre lo ha condannato per omicidio stradale. L’assoluzione dall’omissione è arrivata per due motivi: perché è probabile che la vittima fosse morta sul colpo e quindi non fosse più soccorribile, e poi perché l’uomo ha fermato la sua macchina pochi metri dopo l’impatto con la vittima.

Il Pm Marcello Musso ha comunque ottenuto una condanna esemplare: ben 7 anni di carcere, un record per gli omicidi su strada. Intato l’ecuadoregno resterà ai domiciliari in attesa dell’appello.

La legge sull’omicidio stradale fa discutere

A marzo 2016 è stato introdotto il reato di omicidio stradale. Prima che queta legge venisse approvata, il guidatore colpevole dell’incidente mortale veniva punito con una pena da 6 mesi fino a 5 anni. Ma quasi sempre l’omicida veniva punito con la pena minima di 6 mesi di carcere. Erano previste anche alcune aggravanti che consentivano di aumentare le pene da 3 a 10 anni ma anche in queste circostanze si aggiungeva la pena minima.

Le polemiche non sono diminuite neanche con l’introduzione della legge sull’omicidio stradale. Infatti il reato oggi perseguita anche gli automobilisti che causano incidenti che determinano lesioni guaribili dopo più di 40 giorni. In questi casi il colpevole rischia il ritiro della patente per 5 anni, anche nel caso in cui fosse sobrio e rispettasse i limiti di velocità. Qualcuno chiede delle modifiche alla normativa, punendo in modo più severo gli automobilisti che guidano sotto l’effetto di droghe, alcol, o scappano senza soccorrere la vittima.

Schema riepilogativo delle pene

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