Scandalo Fiat: 104mila veicoli dalle emissioni truccate, parla Marchionne

L’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente (EPA) ha recentemente accusato la Fiat di aver truccato più di 100mila veicoli a diesel, alterando alcuni software affinché – nonostante non risultasse – rilevassero meno inquinamento di quanto effettivamente emesso. Le accuse rientrano nell’ultima fase della gestione Obama, che ha intentato una politica particolarmente investigativa nei riguardi delle grandi compagnie.

L’accusa

Stando ai vertici dell’EPA, attraverso la voce della portavoce Cynthia Giles, lo scandalo “minaccia la salute pubblica attraverso l’inquinamento dell’aria che respiriamo“. Sembrerebbe che il software galeotto – tecnicamente otto elementi non dichiarati – altererebbe il valore delle emissioni degli ossidi di azoto, un gas di scarico altamente nocivo per l’essere umano.

La pronta risposta

Sergio Marchionne, dal canto suo, non nasconde lo sdegno per queste pesanti accuse, difendendo con cognizione di causa la sua Fca. “Che diano dell’immorale a me, io posso sopravvivere“, ma non al gruppo. “Non c’è da parte nostra nessun interesse a frodare. Abbiamo la coscienza pulita“. L’amministratore delegato di Fiat Chrysler non abbassa la testa neppure davanti alla possibile maxi-sanzione dal massimo valore di 4.6 miliardi di dollari; commenta il tutto con un laconico “sopravviveremo“. I modelli interessati dall’invettiva dell’Epa sono Fiat 500X, Fiat Doblò e Jeep Renegade, esclusivamente negli allestimenti a gasolio.

Non sono escluse eventuali manovre di richiamo qualora gli accertamenti delle autorità diano ragione all’ente governativo americano.

Lo scenario

Spero” aggiunge poi “che le accuse non siano una conseguenza“. Conseguenza, nel dettaglio, della lotta tra l’amministrazione uscente di Barack Obama e quella debuttante del presidente eletto Donald Trump, prossimo alla Casa Bianca. Marchionne ha infine fatto notare la “tempistica strana” dell’annuncio, ben badando a tracciare una netta linea di demarcazione tra lo scandalo Volkswagen e il caso Fca alle porte. “I dispositivi usati da Volkswagen erano in grado di distinguere fra i test e quando l’auto era in strada“, un’anomalia concentrata sui defeat device.

Quanto alla soluzione di casa Fiat, “riteniamo che la nostra strategia sia accettabile, concedendosi il vantaggio di rivedere anche le vetture” ed eventualmente modificarle per regolarizzarle.

Dinamiche finanziarie

Se nella giornata di ieri le accuse dell’Epa hanno fatto crollare del 18.4% il titolo Fca sui listini di Wall Street – più volte sospeso per eccesso di ribasso – oggi il marchio si riprende alla grande e recupera il gap. Epa attacca, Fca tiene duro. Notizie simili anche dalla Francia: oltre la Fiat anche la Renault sarebbe al centro di una vicenda giudiziaria.

Il tribunale di Parigi ha infatti reso noto come sia stata avviata un’indagine da tre giudici istruttori per presunte irregolarità nei dispositivi utilizzati dalla casa automobilistica nel controllo delle emissioni inquinanti delle vetture a diesel.

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