Niki Lauda non c’è più. È quasi strano dirlo: lui, il decano, l’immortale, il computer, la fenice della Formula 1. Scampato dalle fauci della morte per meno di un soffio, ha vissuto almeno tre vite.

La prima è quella della giovinezza, spensierata ma non troppo. Un rampollo di una ricca famiglia austriaca che cercava di infrangere i pregiudizi per fare ciò che più amava: correre in auto.

Quindi una seconda vita, dopo il terribile incidente del Nürburgring. Nella foresta nera di Arenberg entrò Niki ma uscì Lauda. Il viso sfigurato, ma la tempra della leggenda.

E infine la terza vita, non più a rincorrere il millesimo ma a pilotare aerei, uomini e imprese.

Sempre in pole position.

Il nostro tributo al mito è tutto qui: i cinque momenti che più brillano nella costellazione della carriera, e della vita, di Niki Lauda.