pneumatico

In tema di sicurezza sulla strada, gli pneumatici svolgono un ruolo fondamentale. E nonostante sia ormai diffusa l’importanza nella cura dei copertoni, una persona su tre non è capace di riconoscere quando è il momento di sostituirli.

È quanto emerge da una ricerca fatta da una associazione americana dei produttori di manufatti in gomma, la USTMA, U.S. Tire Manufacturers Association. Per quanto la ricerca non sia stata fatta su territorio italiano, è comunque indice di quanto gli autisti siano poco consapevoli dell’importanza della gestione degli pneumatici.

 

I risultati della ricerca

I risultati della ricerca – portati in Italia dalla Federpneus (Associazione Nazionale Rivenditori Specialisti Pneumatici) – sono preoccupanti: il 33% degli automobilisti non sa quando cambiare gli pneumatici. Dalla stessa ricerca emerge inoltre che il 40% degli autisti giudica ad occhio nudo se lo pneumatico abbia la corretta pressione. Solo il 17%, una piccola percentuale, è capace di controllare autonomamente se gli pneumatici sono correttamente gonfi.

Perché gli pneumatici siano in regola, è innanzitutto importante misurare il battistrada. Il Codice della Strada chiarisce che la profondità degli intagli per i motoveicoli ha una soglia limite è 1mm e di 0,50mm per i ciclomotori, mentre non deve essere minore ad 1,6mm per gli autoveicoli.

Altrettanto importante è controllare che sugli pneumatici non vi siano tagli o anomalie che ne compromettano il corretto funzionamento. È sempre importante affidarsi ai professionisti per riconoscere il tipo di danno alle gomme e trovare la soluzione più adeguata, anche nel rispetto della carta di circolazione del veicolo.

Pneumatici e prevenzione

Sembra superfluo ribadirlo, ma la prevenzione in questi casi è di fondamentale importanza. Gli pneumatici inadeguati, oltre ad essere fuori legge, compromettono la stabilità del veicolo. In questo modo, diventiamo un pericolo per noi stessi e per gli altri. Come se non bastasse, “il controllo della pressione dei pneumatici – dimostra uno studio sempre di Federpeus – può far risparmiare mediamente ad ogni automobilista 83 euro all’anno e può far diminuire le emissioni di CO2 di 120 kg“. Lo pneumatico sgonfio, infatti, ha una maggiore resistenza al rotolamento che si traduce in un’efficenza inferiore.

Esistono però degli aspetti positivi: la crescita della rete dei gommisti in Italia. Tra il 2018 e il 2019, afferma il Cerved, si è raggiunto un incremento dell’8% dei gommisti sul territorio nazionale. E questo incremento è dovuto ad una maggiore responsabilizzazione degli autisti, ma anche nell’obbligo delle gomme invernali in determinati periodi, che si traduce in una maggiore domanda.