incidenti

La prudenza quando ci si mette al volante è un aspetto fondamentale, non solo per commettere irregolarità non previste dal Codice della Strada, ma soprattutto per avere una condotta il più possibile sicura anche nei confronti degli automobilisti. Nonostante tutto, non mancano i casi di automobilisti che decidono di guidare pur non essendo nelle migliori condizioni sul piano fisico e psicologico, elementi che però non dovrebbero essere sottovalutati perché potrebbero diminuire il livello di attenzione e la prontezza di riflessi. A mettere in evidenza la situazione è un’analisi pubblicata da La Stampa in cui si sottolinea come gli incidenti mortali siano ancora eccessivi: tra le cause più diffuse la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti.

Numeri davvero importanti

Sottovalutare i pericoli a cui si può andare incontro quando si viaggia con la propria auto è una situazione più frequente di quanto si possa pensare. Questo modo di agire, decisamente avventato, può avere conseguenze spesso irrimediabili. A fugare ogni dubbio sono i dati relativi alle cause principali che hanno provocato incidenti mortali nel 2018. L’analisi relativa ai dati Aci-Istat pubblicata da La Stampa parla chiaro: distrazione, mancato rispetto della precedenza o del semaforo, velocità troppo elevata si confermano (complessivamente il 40,8% delle circostanze) sono le prime tre cause di incidente.

Agire in tempi brevi per provare almeno a ridurre il problema è quindi più che mai fondamentale. Proprio l’elemento “distrazione” è quello che deve fare riflettere: spesso, infatti, non si tratta di semplice poca attenzione al volante, bensì da persone in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti.

Su un totale di 58.658 incidenti, sono stati 5.097 quelli in cui almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti era in stato di ebbrezza e 1.882 quelli sotto l’effetto di stupefacenti. La differenza rispetto a un anno prima è evidente: un aumento del 7,8% e 2,9% per i casi di alcool e droga.

alcoltest

Automobilista sottoposto ad alcoltest (Foto: Flickr)

Agire in tempi brevi

Provare a pensare a possibili soluzioni che possano servire a ridurre il fenomeno è quindi quanto mai urgente. Le parole di Enrico Pagliari, coordinatore centrale dell’Area Professionale Tecnica dell’Aci, non lasciano spazio a dubbi: “Bisogna rafforzare i controlli sulla strada ma bisogna anche agire sull’enforcement preventivo – ha detto -. Si dovrebbe fare in modo che il medico di base o gli istituti sanitari possano inviare una segnalazione alle forze dell’ordine su chi fa uso di alcol e droghe in modo da impedire che queste persone possano guidare. In aggiunta si può intervenire con l’uso delle tecnologie. Ci sono molte possibilità ormai: si può avere il controllo dello stato psico-fisico di chi si mette al volante attraverso l’inspirazione o l’osservazione dell’occhio, con telecamere montate nella vettura, in modo da capire se ci sono dei segnali che permettano di stabilire se la persona è sotto l’effetto di droghe o di alcol“.

Se questo non dovesse essere sufficiente si potrebbe provare a lavorare attivamente sulle auto: “Si possono montare dei freni di emergenza che intervengono quando davanti all’auto si presenta un ostacolo improvviso di cui il conducente non si è reso conto. È un lavoro da fare con i costruttori per i veicoli nuovi, ma bisogna trovare il modo di intervenire anche su quelli usati. Da parte nostra stiamo ragionando su una campagna da lanciare nei prossimi mesi” – ha concluso.

 

Foto in alto: Pixabay