alex albon

Alex Albon ha debuttato in Formula Uno quest’anno, nella Red Bull, dopo il passaggio di Gasly in Toro Rosso. Il pilota ha adesso ha ottenuto la conferma anche per il 2020. E ora c’è già la voglia di fare bene e migliorare nell’annata che inizierà tra poche settimane.

La nuova consapevolezza di Alex Albon

Il mondo della Formula Uno è particolarmente competitivo e diventa fondamentale avere la voglia di non mollare anche di fronte ai problemi che, inevitabilmente, possono verificarsi.

Ne sa qualcosa Alex Albon, che ha vissuto un 2019 a due facce: il thailandese ha infatti iniziato la stagione con la Toro Rosso, mentre dopo la pausa estiva è passato alla Red Bull, decisione maturata dalla scuderia in seguito al passaggio di Gasly.

Per il giovane vivere questa duplice esperienza non è stato semplice, ma è stata comunque un’importante momento di crescita: “Ora ho familiarità con la Formula Uno – ha sottolineato ai microfoni di Motorsport.com -. Almeno con l’ambiente, quindi sarà tutto un po’ più normale. Quest’anno non è stato così normale. È stato quasi come se avessi imparato un bel pezzo della Formula 1 con la Toro Rosso e stava funzionando. Ma poi ho cambiato squadra ed è stato quasi come ricominciare da capo. Ma almeno ora abbiamo delle basi solide, che renderanno il mio lavoro più semplice a partire da Melbourne”.

I test saranno il vero banco di prova

Albon è pienamente consapevole di come sia importante per uno come lui fare tesoro di ogni  momento che avrà la possibilità di vivere in pista e fuori. Solo attraverso questo modo di agire avrà modo di crescere davvero.

Le sue parole dimostrando che la stagione appena finita ha comunque contribuito alla crescita sua e del team: “Non puoi cambiare molto in un weekend di gara, perché non puoi rischiare di impazzire. Ma penso che il team capisca già ciò di cui ho bisogno in macchina“. I test, in questo senso, rappresenteranno un passaggio fondamentale: “È proprio lì che dobbiamo iniziare a concentrarci, perché durante i test l’atmosfera è un po’ diversa. Hai dei metri di paragone migliori, non come in FP1 ed FP2, quando passano diverse ore tra una sessione e l’altra. È un momento importante, nel quale devi cercare di concentrarti al meglio sulla programmazione per tirarne fuori il massimo. Perché, anche se è il momento per imparare e sperimentare, abbiamo solo tre giorni di test a testa prima di arrivare a Melbourne. È abbastanza limitato, ma ovviamente è meglio che niente“.

 

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