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La stagione 2020 di Formula Uno è stata l’ultima per la famiglia Williams. La scuderia, infatti, è stata ceduta a Dorilton Capital, società d’investimento statunitense presieduta da Matthew Savage.

Il team continuerà a gareggiare con lo stesso nome, ma Claire Williams ha lasciato il ruolo di team principal già al termine del Gran Premio di Monza. Al suo posto è stato nominato come acting team principal Simon Roberts.

Claire Williams in una recente intervista a The Spectator ha parlato del suo addio e delle critiche ricevute, come riportato da Formula Passion.

Claire Williams e le pesanti critiche ricevute

Claire Williams ha raccontato di aver ricevuto molti attacchi quando la scuderia ha cominciato a scivolare nelle ultime posizioni della griglia: “La gente mi ha preso di mira… Per il mio operato ho ricevuto parecchie critiche, anche molti insulti… Ma non me ne sono mai curata, dovevo concentrarmi sul team e portarlo avanti”.

Ed ancora: “Penso che se avessi avuto più tempo e risorse economiche ci sarei riuscita. Ma nel 2020 è capitata la pandemia e abbiamo perso il nostro title sponsor“.

Le critiche ricevute dall’ex team principal a volte avevano come fondamento l’essere donna o figlia del fondatore: “Diverse volte il tono dei commenti era <<La Williams va male perché è guidata da una donna>>. Oppure <<È lì solo perché è la figlia di Frank>>. Potete accusarmi di ciò che volete, non attacca”.

Claire Williams ha raccontato il suo arrivo nel team: “Mio padre non voleva neanche che entrassi in Williams, accettò con riluttanza di darmi un periodo di prova sotto pressione del capo dell’area marketing. E alla fine sono rimasta in questo team per 20 anni. Posso dire che sarei felice di lavorare in Williams altri 20 anni“.

Le motivazioni della disfatta

Claire Williams ha ripercorso gli anni passati in Williams: Molti dimenticano che quando l’ho ereditata, la Williams veniva da due noni e un ottavo posto. In nove mesi sono riuscita a portarla sul podio e ci siamo ripetuti nel 2015. Dopodiché, abbiamo ottenuto due quinte posizioni

L’ex team principal ha spiegato le motivazioni che hanno portato alla vendita della scuderia: “La parte superiore della griglia spendeva quattro volte il nostro budget. Non mi sembra che abbiamo combattuto ad armi pari con gli altri. In più nel 2019 abbiamo avuto anche altre difficoltà con il personale e abbiamo lottato per adattarci a regolamenti che diventavano sempre più complessi“. Ed ancora: “Tutto questo ha contribuito a mandarci in fondo allo schieramento. E una volta che sei lì, hai meno premi in denaro, meno appetibilità con gli sponsor, e dunque un budget ridotto. Risalire diventa complicato in questa maniera, poi è capitato il 2020“.

La pandemia ha giocato purtroppo un ruolo cruciale: “Pensavamo di aver svoltato dopo due anni difficili… Ma la pandemia ci ha ucciso. E il resto lo ha fatto l’abbandono dello sponsor. Per fortuna abbiamo consegnato tutto nelle mani di Dorilton Capital, che è capace di investire perché ha già i soldi e non deve andare a cercare sponsor“.

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