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Archiviata la pausa estiva, in Formula Uno abbiamo ormai imboccato la seconda parte della stagione e, inevitabilmente, si possono trarre i primi bilanci. In casa Ferrari, però, è soprattutto la delusione a prevalere: la scuderia di Maranello era infatti convinta di avere lavorato duramente per ridurre il gap con la Mercedes, ma la prestazioni sono state decisamente deludenti e il team tedesco ha dominato in modo incontrastato. Flavio Briatore, uno a cui l’esperienza nel Circus non manca, non usa però mezze misure: poco azzeccata la scelta di puntare su Mattia Binotto nelle vesti di team principal.

Un giudizio senza troppi fronzoli

In casa Ferrari l’addio di Maurizio Arrivabene ha portato alla promozione di Mattia Binotto, ma la scelta non ha particolarmente pagato.

I risultati non arrivano e la monoposto appare decisamente poco competitiva rispetto alla Mercedes. Parte della responsabilità sarebbe da addebitare anche a questa decisione, almeno secondo Flavio Briatore, uno che ha spesso pochi peli sulla lingua: “Binotto è un coordinatore tecnico molto bravo, se lo metti a fare il team principal alla fine non hai né l’uno né l’altro – ha detto ai microfoni di Radio Sportiva -. Quest’anno la Ferrari è stata anche maltrattata in un Gp o due: ha perso peso politico. È come se ai miei tempi avessi messo Ross Brawn a fare il team principal. I direttori tecnici lavorano 13-14 ore al giorno, non possono avere anche la responsabilità organizzativa. Non l’ho capita“.

Binotto

Mattia Binotto, team principal Ferrari

Una gestione differente sarebbe quindi quello che servirebbe a Maranello: “Secondo me è un team fantastico, con gente molto brava, ma manca un dittatore, una guida forte – continua Briatore –. Poi bisogna capire quali sono i problemi, perché non è possibile che negli ultimi anni la Ferrari non abbia risolto i problemi aerodinamici che ha“.

Ancora tanto da lavorare

Già qualche mese fa Briatore sembrava avere le idee chiare sull’impossibilità della Ferrari di reggere l’urto della Mercedes. E con il passare dei mesi il giudizio è stato ulteriormente confermato. “Il Mondiale era già deciso alla prima e seconda gara – continua Briatore -. Non bisognava aspettare Spa per capire che la Mercedes ha come sempre negli ultimi anni un passo in più e la Ferrari non riesce a recuperare. Ha un problema aerodinamico da anni e non riesce a recuperare: è molto strano che un team come la Ferrari non riesca ad avere una aerodinamicità che riesca a competere con la Mercedes“.

Inevitabilmente diventa necessario parlare anche di quanto hanno fatto i piloti finora: “Quando un pilota guida una macchina che non è competitiva fa sempre molta fatica. Poi ci sono dei piloti che riescono a cooptare meglio e altri che riescono a farlo peggio. Leclerc in alcuni Gp è riuscito a cooptare meglio di Vettel. Ci sono 3-4 piloti che possono vincere il Mondiale e Vettel è uno di questi, ma deve avere una macchina che abbia senso. Di conseguenza deve anche fare meno errori, perché lui quest’anno e l’anno scorso ne ha fatti molti. Io ho detto che se l’anno scorso ci fosse stato Alonso, la Ferrari avrebbe vinto il Mondiale” – ha concluso.

 

Foto in alto: Wikimedia Commons