Formula Uno, GP Brasile: Hamilton doma una gara infinita, la resa dei conti è vicina

Una corsa da tregenda, funestata da pioggia, caos ed un tale campione di nome Lewis Hamilton. Adesso il mondiale 2016 sarà un testa a testa ad Abu Dhabi il prossimo 27 novembre. Il Gran Premio del Brasile che avrebbe potuto assegnare in anticipo il titolo a Nico Rosberg è stato invece attraversato da un continuo temporale, inducendo quattro importanti incidenti, due bandiere rosse e una Safety Car quasi permanente.

La tregenda

Nell’impervia confusione del momento i piloti Mercedes hanno mantenuto i nervi saldi chiudendo al primo e al secondo posto, scalzati solo temporaneamente dal solito Max Verstappen. L’enfant prodigé di casa Red Bull si è reso indubbio protagonista della gara, inanellando una serie di continui sorpassi rimontando fino al gradino più basso del podio nonostante la cattiva soluzione del suo box di montare le gomme intermedie a metà gara.

Per quanto riguarda le Ferrari: Sebastian Vettel chiude quinto dopo un testacoda nelle fasi iniziali; male Raikkonen, protagonista di un bruttissimo incidente in rettilineo.

Un incubo

La gara è iniziata con il ritiro di Grosjean, finito dritto nel muro con la sua Haas nel giro di formazione, slittato su suolo bagnato. Un fatto che ha costretto i commissari di gara ad effettuare la partenza in regime di Safety Car.

Dopo 7 giri la vettura di sicurezza si sposta e Verstappen fulmina immediatamente Raikkonen prendendosi il terzo posto. All’undicesimo giro testacoda di Vettel, che ritorna ai box per montare le intermedie. Tre tornate dopo incidente per Ericcson su Sauber e nuova Safety Car. In tanti hanno tentato la sorte puntando al cambio gomme da full wet ad intermedie: tra quelli che contano solo le Red Bull di Verstappen e Ricciardo. Al 21esimo giro Raikkonen si schianta in pieno rettilineo animando la paura e lo sconforto di tutti: la sua Ferrari è rimasta ferma al centro della carreggiata con scarsissima visibilità.

Bandiera rossa. Tutti sotto coperta con un obbligo ben preciso dalla giuria: pneumatici full wet.

Il cuore della gara

Trentacinque minuti dopo si riparte, sempre con la Safety. Ma dopo otto giri l’incessante pioggia fa sventolare una seconda bandiera rossa, tra i fischi del pubblico in tribuna. Mezz’ora dopo è l’ultima partenza. Verstappen dà spettacolo e al 32esimo giro prende la traiettoria esterna in uscita dalla esse Senna e infila Rosberg che lo precedeva. Qualche minuto più tardi, alla penultima curva, quella che immette sul rettilineo, il giovane olandese perde il controllo della sua auto e con un miracolo riesce a raddrizzare l’avantreno quanto basta per tenere Rosberg dietro.

Poi però l’olandese è dovuto rientrare ai box per giocarsi le intermedie, lasciando il dominio alle Mercedes.

L’epilogo

Al 50esimo giro la Safety Car entra per rimuovere la Williams di Felipe Massa, posizionatasi a ridosso del muro vicino l’ingresso ai box. Il brasiliano, ex ferrarista, ha dovuto ritirarsi per un problema. Era il suo ultimo GP della carriera davanti al pubblico di casa, ma ha avuto la standing ovation che meritava: i meccanici della Mercedes, della Ferrari e della Williams sono usciti per tributare a Felipe abbracci ed applausi, lui si è commosso.

 Al 54esimo giro la nuova sosta di Verstappen per rimontare le full wet gli fa buttare il secondo posto. L’olandese non si dà per vinto prodigandosi in una straordinaria rimonta dall’undicesimo al terzo posto.

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