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Non è un periodo fortunato per Max Verstappen. Dopo aver conquistato il terzo posto a Portimao nel Gran Premio del Portogallo, ad Imola, il pilota della Red Bull, non ha tagliato il traguardo. Dopo un sorpasso magistrale ai danni di Bottas, Verstappen è finito nella ghiaia per una foratura ed è stato costretto al ritiro.

Ma Verstappen sta affrontando anche una polemica, scatenata da una sua parola infelice, detta in un team radio.

L’olandese ha dato a Stroll del “mongolo”, facendo infuriare l’associazione Mongol Identity, che ha preteso le scuse di Verstappen. Il pilota, però, non ha fatto seguito alla richiesta, ed adesso, il Governo della Mongolia contro Verstappen ha fatto appello all’Onu.

Governo della Mongolia contro Verstappen: la lettera dell’ambasciatore all’Onu

Nella seconda sessione delle prove libere del Gran Premio del Portogallo, Stroll non ha favorito un sorpasso di Verstappen, che voleva lanciarsi per una simulazione di qualifica.

I due si sono toccati ed il pilota della Racing Point è finito fuori pista. Vestappen ha inveito contro il collega in un team radio, definendolo “mongolo”. Subito l’associazione Mongol Identity ha chiesto le scuse del pilota Red Bull e si è detta scioccata del fatto che la Federazione non avesse preso dei provvedimenti.

Adesso Lundeg Purevsuren, ministro degli esteri ed ambasciatore della Mongolia alle Nazioni Unite, rappresentando la lotta del Governo Mongolo contro Verstappen, ha chiesto l’intervento dei colleghi dell’Onu, come riportato da Formula Passion. In particolare, l’ambasciatore ha sottolineato che Verstappen era stato già protagonista di uno sbaglio simile nel 2017: “In entrambi i casi si è rifiutato di scusarsi… È ovvio che lui e la Red Bull non hanno imparato la lezione nel 2017, insistendo sul fatto che non era un suo problema se qualcuno si fosse offeso per le parole”. Ed ancora: “La mancanza di una risposta adeguata da parte della direzione del team e il suo tentativo di spiegare le parole del suo pilota come uno sfogo emotivo hanno un effetto negativo sulla loro immagine”. 

Purevsuren ha chiesto espressamente aiuto per fare in modo che vengano presi dei provvedimenti contro Verstappen: “Chiedo il vostro sostegno per intraprendere azioni contro Verstappen, Red Bull e i loro sponsor per il suo comportamento inaccettabile. Bisogna prevenire il ripetersi di tali comportamenti non etici nello sport“. La missiva è stata recapitata anche a Jean Todt, presidente della Federazione.

Purevsuren aveva già scritto alla scuderia

In precedenza, il Governo Mongolo contro Verstappen aveva scritto una lettera, indirizzata a Dietrich Mateschitz, CEO della Red Bull, ed a Tobias Moers, CEO della Aston Martin. Il mittente era sempre il ministro Purevsuren, come riportato da Motorsport.com: “Mi rammarico per l’uso di un linguaggio razzista ed immorale da parte del pilota della Red Bull, Max Verstappen, durante le prove libere del Gran Premio del Portogallo del Campionato del Mondo di Formula 1, lo scorso 23 ottobre 2020“.

L’ambasciatore aveva sottolineato il ruolo dello sport e della Formula Uno nella lotta contro il razzismo:Lo sport è considerato un simbolo di unità in tutto il mondo e credo che non ci debba essere alcuna forma di discriminazione razziale in esso“. Ed ancora: “Sostengo l’iniziativa <<We race as One>> che la Formula 1 ha avviato contro il razzismo. Ma con quello che è successo in questo caso, dubito che questa iniziativa corrisponda alla realtà“.

Infine Purevsuren aveva chiesto l’intervento della Fia contro Verstappen: Sono fiducioso che, al fine di prevenire il ripetersi di tali comportamenti non etici nello sport, la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) prenderà provvedimenti contro Max Verstappen per il suo comportamento inaccettabile e per il suo ripetuto linguaggio razzista e dispregiativo contro qualsiasi gruppo etnico“.

Verstappen spiega il suo sfogo infelice

Il Governo della Mongolia contro Verstappen chiede dei provvedimenti. Il pilota olandese in un primo momento ha preso con leggerezza il suo scivolone, ma poi, durante la conferenza stampa che precedeva il Gran Premio dell’Emilia Romagna, è tornato sull’argomento, come riportato da Motorsport.com: “Voglio dire, prima di tutto, che non ho mai avuto intenzione di offendere nessuno Non era quello che volevo ed è successo nella foga del momento. Quando si guida a queste velocità, possono succedere delle cose del genere“.

Verstappen ha provato a giustificare le sue parole: Non dico che le parole che ho scelto siano quelle giuste. Voglio dire, so che non sono corrette. Ma ancora una volta, non era mia intenzione offendere nessuno. E oltre a questo, ovviamente, stavo imprecando contro Lance, ma poi ci siamo visti subito dopo e questo fa parte del mestiere del pilota“.

Il pilota ha chiesto di ridimensionare il caso: “Ma non volevo mancare di rispetto a nessuno in particolare. Quindi, non credo che ci sia il bisogno di farla più grande di quanto sia. So che non erano le parole corrette, ma non posso cambiarle. Naturalmente, imparerò da questa cosa. E farò meglio in futuro“.

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Foto in alto: Instagram Max Verstappen