I 5 scooter che ci hanno fatto sognare negli anni ’90

Abbiamo consumato le pagine dei giornali che ne riportavano recensioni e listini, siamo rimasti incollati alle vetrine nella speranza di poterci sfrecciare per le vie della città: conoscevamo a memoria specifiche tecniche, edizioni e i migliori pezzi con cui rielaborarli. Ebbene, si parla di scooter. Quelli degli anni Novanta, per la precisione.

Dati alla mano, la grande stagione dei cinquantini e dei 125 è forse finita. Tuttavia in periferia il loro mito è ancora tangibile, certamente con meno diffusione se confrontato al boom dei ciclomotori di fine millennio.

Tra piccole grandi “gare clandestine” ed una gita fuori porta, passando per le quotidiane odissee per raggiungere la scuola, gli scooter hanno accompagnato l’adolescenza di molti, occupando con una certa insistenza le preoccupazioni dei ragazzi attraverso, semmai, le infinite guerre con genitori inclini ad evitare quelle “pericolose” due ruote.

Proveremo allora a farvi venire un po’ di nostalgia che c’è in voi con una classifica dal gusto amarcord. Ecco i 5 scooter che negli anni Novanta ci hanno fatto letteralmente sognare:

1) Yamaha Aerox

Uno dei primi a montare il doppio freno a disco, con pinze radiali sia al posteriore che all’anteriore, lo Aerox si caratterizzava per la sua livrea un po’ futuristica. Raffreddato a liquido, dal peso modesto – di poco inferiore ai 100 chilogrammi -, era la scelta di chi preferiva affidarsi al colosso giapponese piuttosto che ai tanti ciclomotori nostrani. E le prestazioni, di fatto, lo rendevano uno dei mezzi cinquanta più veloci e scattanti di tutto il parco moto.

scooter Yamaha Aerox

2) MBK Booster

La MBK era lo stabilimento francese della Yamaha, che produsse con il proprio nome questo scooterino agile, compatto e molto divertente da guidare. Originariamente il nome era BW’S, che stava per Big Wheels: i cerchi erano infatti abbastanza imponenti, ampi 10 pollici ciascuno. Di base montava copertoni virtualmente adatti anche per lo sterrato.

Nonostante un sistema frenante non proprio performante, il Booster ebbe successo sia per la sua estetica che per un prezzo adatto a tutte le tasche. Facilissimo, poi, da modificare.

Modello MBK Booster

3) Gilera Runner

Presentato nel 1994 e commercializzato a partire dal 1997, il Gilera Runner rappresentava una piccola rivoluzione. Sportivissimo, raffreddato a liquido, ricordava un po’ una motocicletta a causa del tubo centrale supplementare del telaio, che collegava l’avantreno alla sella qualche centimetro sopra la pedana. Un motore brillantissimo e il design particolarmente accattivante ne fecero il sogno esotico di milioni di ragazzini.

scooter Gilera Runner

4) Piaggio Zip

Circolano storie strane di motori e Zip: tra cinquantini truccati, record di impennate, carene ritoccate all’inverosimile.

Di fatto il Piaggio Zip è una leggenda urbana. Si tratta di un mezzo molto meno sportivo rispetto ai ciclomotori incontrati fin ora ma incredibilmente longevo, resistente, affidabile e, fattore da non poco, venduto a buon mercato. Da sottolineare la versione racing, Zip SP, dalle prestazioni decisamente più incisive.

Modello Piaggio Zip

5) Aprilia SR

Probabilmente lo scooter più vicino al concept del motociclismo, non a caso leader incontrastato delle competizioni. Aprilia SR, un nome arci-noto che nessun appassionato di motori, nato tra gli anni ottanta e novanta, può dimenticare.

Freno a disco sia all’anteriore che al posteriore, carburatore 17, ruote alte da 13″ ed una guidabilità divertente anche da adulti. All’alba del primo millennio fu uno dei primi cinquantini a proporre un allestimento a iniezione che sapesse anche il fatto suo in termini di grinta.

scooter Aprilia SR

Ti è piaciuto l’articolo? Condividilo su Facebook!

Pubblicità

Potrebbe interessarti