vespa

Ora siamo abituati a utilizzare l’auto anche per gli spostamenti più piccoli, facilitati anche dai consumi ridotti che vengono garantiti dai modelli più recenti. Fino a qualche decennio fa la situazione era però certamente differente e ad avere messo in atto una vera rivoluzione è stata la Vespa, uno dei mezzi simbolo del dopoguerra. A realizzarla è stato Enrico Piaggio, considerato un visionario dalle idee chiare: “Voglio un mezzo che metta l’Italia su due ruote, ma non voglio la solita motocicletta” – erano le parole pronunciate all’ingegnere Corradino D’Ascanio, che operava nella fabbrica di Pontedera.

E l’obiettivo venne pienamente raggiunto.

Un mezzo che ha cambiato la storia

Non è facile riuscire a realizzare un mezzo che sia in grado di lasciare un segno nella storia, ma la Vespa, fortemente voluta da Enrico Piaggio, è pienamente riuscita nell’intento. L’ideatore di questo veicolo è stato un imprenditore che si è fatto apprezzare per la sua determinazione, messa in evidenza sin da quando ha avuto la possibilità di ereditare la fabbrica dal papà Rinaldo, dopo che era stata ridotta in macerie nel 1945.

A dare il nome a un veicolo che ha accompagnato negli spostamenti quotidiani milioni di persone è stato proprio il fondatore. È bastato uno sguardo per chiarire ogni dubbio: il primo prototipo metteva infatti in evidenza una parte centrale ampia, spaziosa ma sottile con il motore che emetteva un rumore simile a quello di un ronzio. A quel punto l’esclamazione è quasi naturale: “Sembra una Vespa“.

Un’icona senza tempo

L’arrivo sul mercato risale al 1946 a il suo costo era di 90 mila lire, una cifra non così bassa per il periodo. Per venire incontro alle famiglie che desideravano risollevarsi nel periodo del dopoguerra viene comunque concessa l’opportunità di pagare a rate con un anticipo di 10 mila lire.

I consumi per l’epoca sono comunque ridotti con la possibilità di raggiungere i 60 km/h. Non manca nemmeno la ruota di scorta, che può essere utilizzata in caso di bisogno. È inoltre disponibile una pedana per appoggiare i piedi e una lamiera frontale, utile per ripararsi in presenza di vento.

Anche il cinema non ha mancato di rendere omaggio alla Vespa: indimenticabili sono le immagini di “Vacanze romane” con Gregory Peck e Audrey Hepburn. La scomparsa di Piaggio risale invece al 16 ottobre 1965, dieci giorni dopo un malore in ufficio.

 

Foto: Pixabay