Le 10 vittorie più belle di Valentino Rossi

Velocità. Comporta movimento. Del riflesso, del pensiero, dell’attenzione, del gesto. Genera vantaggi, libidini, un pizzico di rischio, un piacere esclusivo. Il piacere di guadagnare qualcosa per raggiungere qualcosa. Un traguardo, un compimento. Velocità come sistema di vivere, di vincere, di stare al mondo, essendo il mondo in piena accelerazione“. È questa la definizione di velocità presente sul vocabolario Zingarelli 2016, parole che Valentino Rossi ha ricreato e ricercato per volere degli editori.

Come presentarlo, d’altronde, il campionissimo di Tavullia? Mito, leggenda, icona. Nove titoli iridati sul groppone ed un successo mondiale che manca da troppo, da tanto, sfumato lo scorso anno all’ultima gara.

Ma il Dottore rappresenta la principale attrazione del parco MotoGp, se non dell’intero settore del motociclismo, in qualità di personaggio. Capire quando Valentino ha smesso di essere un pilota vincente per diventare campione è semplice, basta ritornare al primo titolo: comprendere quando il campione è divenuto eroe è invece impresa assai difficile.

Ripercorriamo allora la straordinaria carriera di Valentino con i dieci più belli e significativi successi del numero 46.

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10. Jerez 2016

Partiamo da ieri, motociclisticamente parlando. Nella combattutissima scorsa stagione Valentino – a digiuno dal Gp di Silverstone dell’anno precedente – si prende la briga di dominare la corsa nel circuito di casa dei diretti rivali Lorenzo e Marquez, con la quale era scattato in prima fila.

A 37 anni suonati, quando le critiche erano ormai divenute asprissime per il suo rendimento opaco rispetto gli standard a cui ci aveva abituati, il Dottore ha chiurgicamente dimostrato le sue doti. Portandosi a -24 dal leader mondiale Lorenzo, riaprì il discorso.

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9. Suzuka 2001

Galeotta fu la spallata con Max Biaggi. Rossi, Honda. Biaggi, Yamaha. Un pilota da sempre indigesto agli appassionati italiani sente gravare la minaccia di quell’enfant prodige.

A Suzuka, sulla curva che dà sul rettilineo, Biaggi dà una spallata a Rossi nonostante quest’ultimo fosse più veloce, costringendolo a finire sull’erba a più di duecento all’ora. “Io credo che quello sia stato un tentato omicidio“, dirà più volte Rossi, considerando che ci fossero soltanto tre metri di ghiaia prima di un muro – a buon ragione, dato che nello stesso luogo l’impatto fu fatale per il giapponese Daijiro Kato -. Valentino prima sorpasserà il rivale, poi gli alzerà il dito medio ed infine trionferà. Gara e poi titolo qualche circuito più tardi.

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8. Welkom 2004

Quando non c’era Losail, non c’era il Qatar, il mondiale partiva dal Sudafrica, Welcom, nella provincia di Free State. Sembrano quasi nomi da far west, lo scenario di flora suggerisce altrimenti così come i duellanti: Max Biaggi e Valentino Rossi. Rispetto alla stagione precedente, però, le moto sono invertite: Rossi su Yamaha, Biaggi su Honda, il primo scommette, il secondo va sul sicuro. E la scommessa paga: in due fanno il vuoto, vanno via come se fossero ciclisti in fuga su di una tappa alpina al Tour de France. Max controlla, a 3 giri dalla fine Valentino gli entra in staccata con la sua M1 totalmente di traverso.

Il resto è storia: il numero 46 trionfa, appoggia la moto al guard rail e vi si accascia a fianco. Confidandosi. Chissà se Valentino lo sapeva che, in fondo, questa è stata la corsa della sua consacrazione. Come diceva il conseguente spot di Mediaset, “Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia“.

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7. Jerez 2005

Valentino contro Sete Gibernau, un rivale molto più insidioso, costante e pericoloso di Max Biaggi, la cui pratica era stata archiviata l’anno precedente.

Sete convince durante tutta la stagione e sembra minare il dominio indiscusso del Dottore. Fino, perlomeno, alla gara di casa dello spagnolo, quando durante la penultima curva Rossi entrò secco all’interno inducendo il rivale fuori traiettoria, sull’erba. Contemplata nei manuali di storia.

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6. Mugello 2006

Se leggi l’italiano e ti professi un appassionato di motori e motociclette, un po’ come La Mecca per i musulmani, devi recarti almeno una volta al Mugello nell’appuntamento estivo del motomondiale. Chi era a Barberino, quel giorno afoso del 2006, non dimenticherà mai uno degli spettacoli tecnicamente più belli, divertenti, competitvi e sani che il MotoGp ricordi: parliamo di un indimenticabile duello tra Loris Capirossi, sulla freschissima Ducati, e di Valentino, che riuscì a spuntarla infilandosi al rivale nella curva del Torrenzaio, a pochi metri dall’arrivo.

Nemmeno sulla playstation.

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5. Losail 2015

Credo che nessuno, neppure il più accanito tifo del Dottore (probabilmente Uccio, ndr) capisca cosa voglia dire per Valentino Rossi ritrovarsi in quattro stagioni opache. Non vinceva al debutto stagionale da cinque anni. E invece, stupendo tutti, ad inizio stagione 2015 si prese pole, giro veloce e vittoria, mettendosi dietro delle aggueritissime Ducati.

Tanto per far capire a tutti che Rossi c’è e continuerà ad esserci per un po’.

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4. Brno 2003

Quando non si chiamavano ancora MotoGp, ma semplicemente 500cc, un giovane Valentino dominò una gara con il solito copione: in fuga dai primi giri e giù a martellare tempi infernali, troppo per il resto del plotone. Vale taglia il traguardo in prima piazza e si laurea, per la prima volta, campione del mondo nella classe regina. Scende dalla sua Honda RC211V e, accompagnato da due galeotti ed una palla al piede, è “condannato a vincere.

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3. Assen 2013

Assen, Olanda, è considerata l’università del motociclismo per quel che rappresenta – un tracciato storico – e per quel che è – un circuito difficile e molto tecnico -. Tornato in sella alla Yamaha dopo due deludenti stagioni con la Ducati, con la quale mai aveva trovato feeling ed era rimasto asciutto di vittorie, Valentino fa il vuoto dietro di sé, staccando le due prepotenti Honda di Dovizioso e Pedrosa. Alza le mani al cielo, il campione è tornato.

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2. Barcellona 2009

Adesso mi sembra quasi impossibile. Troppo vicini. Braaavi. NOOOO! Non ci credo, non ci credo, non ci credo“. È questo il commento congiunto di Guido Meda e Loris Reggiani ad una delle azioni più antigravitazionali di Valentino. Era l’ultima curva, era davvero impossibile. Descrivere quel che è successo è impossibile a parole. Per fortuna abbiamo il video. E pensare che qualche staccata prima Vale passava avanti con un sorpasso da “straccio di licenza“.

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1. Laguna Seca 2008

Nelle immagini che l’umanità dovrebbe salvare ci dovrebbe essere spazio per Valentino Rossi che in qualche modo a noi ancora sconosciuto inanella un uomo Ducati nel cavatappi del circuito di Laguna Seca, 2008.

E non un uomo qualunque, ma quel mastino da battaglia che corrisponde al nome di Casey Stoner, in quella stagione imbattibile per chiunque. Eccetto per Vale, chiaramente.

lagu

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