Carlo Pernat

Ormai da qualche tempo il futuro di Valentino Rossi è un tema che tiene con il fiato sospeso tutti i suoi tifosi. Il pesarese ha ormai compiuto i 40 anni (a febbraio saranno già 41), ma può contare su un contratto che lo lega alla Yamaha almeno per un’altra stagione. Almeno ufficialmente il pilota non parla di ritiro, ma anzi potrebbe prolungare ulteriormente l’accordo con la scuderia giapponese, come ha rivelato recentemente il suo grande amico e collaboratore Uccio Salucci. Le prestazioni, però, complice una moto che non sembra competitiva come Honda e Ducati, non sono più quelle di un tempo.

Carlo Pernat ha comunque notato un cambiamento nel suo modo di approcciare le gare: segno del tempo che passa?

Quale futuro per Valentino?

A inizio stagione Valentino Rossi sognava di poter insidiare Honda e Ducati nella lotta per il titolo, ma così non è stato. L’appuntamento con la vittoria manca ormai da tempo per il pesarese, costretto a un ruolo da comprimario a causa di una Yamaha che non riesce a dargli le garanzie che si sarebbe aspettato.

Carlo Pernat, che lo conosce bene, non può non notare un modo diverso di approcciarsi alle corse: “Secondo me lui non è sul viale del tramonto, dove magari la gente ti compatisce – ha sottolineato a Gpone.com -: lo considero infatti un ragazzo di 25 anni con un polso e un fisico da venticinquenne. Il fatto è che la sua testa è da quarantenne e quella ti fa rischiare di meno, tanto che il polso ne risente”.

Rossi quarto in Austria

Credits: Pagina Facebook Valentino Rossi VR46 Official

L’addio è ancora lontano

Questo nuovo modo di correre influisce, e non potrebbe essere diversamente anche sulle sue prestazioni. “Io me lo vedo girare sempre meno attorno al podio, dato che le sue posizioni sono dal terzo al sesto posto e lui ne è consapevole – ha detto ancora Pernat -. Ultimamente credo si sia fatto delle domande, ma è stato in grado di fare prove bellissime, anche se poi in gara non è riuscito ad arrivare all’obiettivo, perché non è facile“.

Quando arriverà il momento di appendere il casco al chiodo anche il Motomondiale ne risentirà. L’affetto dei tifosi è ancora fortissimo, su questo Pernat non ha dubbi: “Lui però deve ancora stare in questo mondo, perché la gente ha bisogno di vederlo e stare al suo fianco, ma allo stesso tempo deve capire che è un pilota da terzo a sesto posto. Poi magari possono emergere situazioni particolari, tipo Misano, dove sul podio può arrivarci. A parte ciò, è una leggenda vivente e lui ne è consapevole“.

 

Foto in alto: Facebook