Zarco, nessun dietrofront: “Non potevo restare alla KTM solo per soldi”

Zarco, nessun dietrofront: "Non potevo restare alla KTM solo per soldi"

Ormai è certo: le strade della KTM e di Johann Zarco sono ormai vicine alla separazione, che si concretizzerà a fine stagione. A prendere la decisione è stato lo stesso pilota, pur potendo contare ancora su un anno di contratto: la scelta è stata però inevitabile dopo questa prima parte di annata decisamente deludente per lui. Solo 17esimo in classifica e una sintonia sempre più difficile con la sua moto. Ora il futuro per lui è tutto da scrivere.

Zarco, una scelta coraggiosa

Decidere di rinunciare a un contratto, e quindi a un guadagno certo, non è mai semplice per nessuno, nemmeno per i piloti del Motomondiale, abituati a guadagni decisamente importanti.

Johann Zarco ha però deciso di dire addio a KTM: il rapporto con il team non è mai decollato e a questo punto separarsi è stata una scelta inevitabile.

Nessun pentimento all’orizzonte per il francese, anche se questa mossa può apparire per lui quasi come un fallimento: “Può essere, forse sì. Ma la sensazione era che se avessi continuato anche il prossimo anno e non fossi riuscito a migliorare i miei risultati, non avrei fallito solo il progetto, ma sarebbe fallita anche la mia carriera – sono le sue parole riportate da Motorsport.com -.

Questa era la mia paura più grande, ecco perché ho preferito darmi la possibilità di fare qualcos’altro il prossimo anno, piuttosto che aspettare un altro anno“.

Nessuna certezza all’orizzonte

Quello che non può che fare sensazione è la scelta di dare l’addio alla KTM senza avere un’altra offerta all’orizzonte. Ma in questo frangente, nonostante la giovane età, Zarco si è dimostrato davvero maturo: “Ho detto alla KTM, con onestà, se accetto di finire 15esimo ogni gara, significa che lo farò solo per i vostri soldi. Non potevo farlo. Forse più tardi, tra 10 anni, ma non adesso – continua il francese -.

La logica diceva che non avevo scelta, che dovevo continuare in MotoGP. Ma mi sentivo male, quindi mi sono detto che non potevo, perché non è il modo in cui voglio correre“.

Al momento quello che lui farà nella prossima stagione è quindi ancora tutto da decidere. Tra le idee c’è la Moto2: “Tornare in Moto2 non è una cattiva soluzione, perché con una buona squadra mi darebbe la possibilità di fare del mio meglio e quindi avere un obiettivo, il titolo mondiale, mantenendo ad alto livello le prestazioni fisiche e mentali“.

Un eventuale ruolo da collaudatore non è comunque da escludere: “Ho già parlato di questo, ma devo ancora farlo con altre persone. Mantenere il contatto con la MotoGP e continuare a girare, preparerebbe il mio corpo e la mia mente al ritorno in MotoGP, quindi sarebbe una buona opzione. Vediamo se si apre questa porta. Ma se lo farò, non lo farò come un pilota pronto per la pensione, ma come uno che ha fame e voglia di tornare” – ha concluso.

 

Foto in alto: Instagram

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