Valtteri Bottas in modalità wingman. È sua la pole del GP numero 1000 nella storia della Formula Uno, la settima in carriera. Confermando uno stato di forma eccezionale, il finlandese concretizza il momento di grazia della Mercedes che ristabilisce la sua superiorità tecnica nei confronti di Ferrari dopo la parentesi Bahrain. Bottas ferma il cronometro a 1’31″547, appena 23 millesimi in meno rispetto al compagno di scuderia Lewis Hamilton, che scatterà secondo e a 0″301 da Sebastian Vettel, terzo.

Le Ferrari resistono

Le Rosse si difendono con carattere occupando per intero la seconda fila. Con soli 17 millesimi di ritardo da Seb, Charles Leclerc scatterà dalla quarta casella: sul giro lanciato del monegasco una piccola macchia d’errore, una correzione in percorrenza di curva che avrebbe potuto dargli una posizione in più nello schieramento.

Da segnalare, comunque, un gap notevole tra Mercedes e Ferrari per quanto riguarda il time attack. A Maranello sono saliti di motore nell’ultima run del Q3, prima di quel momento il ritardo si aggirava sul mezzo secondo. Al momento non è dato sapere se Binotto abbia preferito correre di rimessa per scongiurare i problemi alla power unit accusati da Leclerc in PL2 oppure i valori in gioco siano effettivamente questi.

Un Vettel amaro

Il distacco dalle Mercedes è troppo grosso” ha dichiarato Sebastian Vettel a caldo, per poi continuare: “Avremmo voluto vedere una situazione opposta a quella che abbiamo visto oggi, però credo che la nostra sessione sia stata discreta. Se non puoi battere le Mercedes è sempre meglio essere appena dietro perché questo ci permette di avere buone opzioni per la gara di domani. Almeno speriamo.” La SF90 non sembra essersi perfettamente adeguata alle esigenze di guida del quattro volte campione del mondo: “Da parte mia credo che siamo stati in grado di migliorare la macchina rispetto a ieri e dobbiamo essere contenti di esserci riusciti. Ma, detto questo, non dobbiamo essere contenti del tutto perché credo che si potesse fare di più. Oggi è stato abbastanza complicato mettere assieme un buon giro“.

Harakiri per Red Bull

Una scuderia per ogni linea della griglia. Mercedes, Ferrari e quindi Red Bull. Ma Max Verstappen non è affatto contento: sul secondo giro di lancio Hamilton, in testa, ha imposto un passo lentissimo a tutti e, male avvertito dal muretto, Verstappen si è visto sbandierare gli scacchi senza possibilità di effettuare l’ultima run. Considerando il suo crono ( 5° a +0″542 da Bottas), l’olandese aveva tutte le carte in regola per insidiare i Cavallini Rampanti, ma l’errore tattico di Horner gli è costato questa chance. Sesto Pierre Gasly, a ben otto decimi da Mad Max.

Renault in palla

Chiudono la top ten le Renault di Daniel Ricciardo e Nico Hulkenberg, beffato dall’australiano per appena 4 millesimi, e la coppia delle Haas con Kevin Magnussen e Romain Grosejean. La top5 si è qualificata con gomme medie, tutti partiranno con mescola gialla. Stando ai long run della prima sessione di libere e ai dati raccolti da Pirelli, su questo circuito la gomma dura si comporta molto bene. Pressoché certa una tattica a due soste.

Gomme e strategie

I primi cinque piloti si sono qualificati con le gomme Medie e partiranno quindii con la mescola gialla. Nel GP degli altri si segnala il settimo posto di Daniel Ricciardo che ha saputo mettere la sua Renault davanti a quella di Nico Hulkenberg per appena 4 millesimi di secondo, un distacco che quasi non si può misurare. Nonostante il netto vantaggio delle Mercedes sul tentativo secco, la Ferrari non è affatto chiamata fuori dai giochi: con il passo giusto, la vittoria è interamente alla sua portata.


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