Ogni leggenda ha il suo narratore. Un po’ come Omero per l’Iliade, i poeti trobadorici per le canzoni medievali e il Cantagallo per Robin Hood. Ecco, non sbaglio a dire se affermo che senza Guido Meda il Motomondiale e la MotoGP non avrebbero avuto una presa così viscerale sul popolo italiano e il suo immaginario collettivo.

Oltre la preparazione, la professionalità e il fatto di aver avuto esperienze giornalistiche in tanti e diversi sport — dallo sci al ciclismo — Guido Meda ha la singolare capacità di condire le sue parole con una immediata e potentissima suggestione.

Un fascino capace di folgorare chiunque, trasmettendo la sconfinata passione che lo anima anche a chi di motori non se ne intende. È in fondo questa la chiave di volta che ha reso il Guidone nazionale quello che è.

C’è chi è pronto a scommettere che “la domenica senza di lui non è domenica“: tant’è vero che gli italiani ancora non hanno ingoiato il boccone amaro della MotoGP trasferita alla suite a pagamento Sky (ma ancora per poco).

Vediamo, allora, le 10 frasi con cui Guido Meda ci ha emozionato di più:

1) Buongiorno buongiorno

Iniziamo così, come inizia lui. Per suonare la carica e far meglio. È dal 2009 che la domenica del MotoGp si apre infatti così. “Buongiorno buongiorno da” seguito dal nome del circuito sulla quale il circo del motomondiale fa tappa. Si tratta di una formula che rappresenta in pieno lo stile “mediano”, fatto di contenuti semplici e diretti ma in un gusto alternativo ed efficace.

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2) Vietato fumare

Vietato fumare” è divenuto uno degli anatemi più utilizzati dal commentatore, frase che è ormai entrata di diritto nella storia del motomondiale e nel cuore dei telespettatori. Le parole in questione vengono ripetute quando un pilota entra in curva derapando, questo perché usualmente lo slittamento della ruota posteriore produce un piccolo sbuffo di fumo.

Guido Meda

3) Le sportellate

Si tratta di una locuzione ormai presa in prestito da un po’ tutto il giornalismo sportivo italiano, non solo quello motoristico. “Fanno a sportellate” o “rischiano le sportellate” è una frase che viene detta quando due o più piloti sono impegnati in una intensa e dura bagarre, fatta di sorpassi e controsorpassi e di presunti o concreti contatti.

Guido Meda

4) Gas a martello e giù la testa in carena

Guido Meda condensa in un modo conciso e colorato uno degli atteggiamenti che i piloti assumono durante il rettilineo: “Gas a martello e giù la testa in carena“. Più volte il telecronista si esalta con queste parole, ripetendolo usualmente alle battute finale del Gran Premio, onorando la performance di qualche campione che, in sella al suo bolide, si accinge a completare la corsa.

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5) Mannaggia mannaggia

Mannaggia mannaggia” è la locuzione che viene proferita ogniqualvolta succede qualcosa di sbagliato: errori, lunghi, cadute, gesti antisportivi. In occasione del Gran Premio di Catalunya del 2009, Julian Simon esultò con un giro di anticipo tagliando per primo il traguardo per la classe 125. Per l’occorrenza lo sdegno fu così grande che Guido invece esordì di getto: “No! Corri! Spingi! Che pistola! Che pistola!“.

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6) Intermezzo (più o meno) artistico

Giunti a metà classifica è bene citare singole espressioni che, ogni tanto, hanno fatto sgolare e svenare Guido Meda e sorridere ed entusiasmare noi spettatori. In molti di questi vi erano espliciti riferimenti all’arte, come “Sorpasso pauroso come l’urlo di Munch! durante il sorpasso di Rossi su Hayden ad Indianapolis 2008; oppure “Taglia secco come un architetto, di quelli linearisti! L’ho inventata adesso quella corrente!” su Marquez ad Assen 2017. “Nicky Hayden in seconda posizione! Che a pensarci ieri era come pensare che a Bin Laden avrebbero dato il Nobel per la pace!“, sulla performance dell’americano a Doha 2010. E come dimenticare la reazione alla scelta della regia internazionale, durante Jerez 2005, di inquadrare la partner di Gibernau al paddock anziché il suo duello con Valentino? “Giù i capoccioni, tutti e due in carena, Rossi davanti, via! La signorina per favore via! Grazie! Grazie! Ma dai, è la fidanzata, si chiama Esther Cañadas, è una modella spagnola famosa in tutto il mondo, ma adesso francamente non ce ne frega granché!“.

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7) Una flebo speciale

Laguna Seca 2008. Negli States si consuma uno dei duelli motoristici più belli di sempre, con una bagarre serrata tra Valentino Rossi sulla sua Yamaha M1 e Casey Stoner sulla Ducati Desmosedici. I due campioni se le “danno di santa ragione” per usare una terminologia tanto cara a Guido Meda, inscenando una lunga ed ininterrotta serie di sorpassi e controsorpassi in un circuito dall’estetica particolarmente evocativa. L’immagine del Dottore che al cavatappi incalza il rivale è un’icona di motociclismo. Ma un commento lapidario, tra una derapata e l’altra, sbuca fuori dalle labbra del telecronista e dipinge con lucida chiarezza quel che sta accadendo: “Si son fatti una flebo di tigre ‘sti due questa mattina“.

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8) Il solito Meda

C’è una nutrita lista di espressioni che Meda utilizza con una certa frequenza e che effettivamente danno colore e spessore alla narrativa del MotoGP. Se all’inizio, durante le loro prime apparizioni, queste parole inusuali potevano dar fastidio ai veterani, adesso è impensabile immaginare il motomondiale senza di esse. “I due sono francobollati” quando due piloti sono estremamente vicini, “Al mio segnale, giù le visiere e scatenate l’inferno propiziando la partenza parafrasando il film Il Gladiatore, “Gli ha staccato gli adesivi dalla moto” in caso di sorpasso, “Falla girare” quando un pilota italiano è in procinto di vincere un Gran Premio, “È dentro” quando un pilota ne incalza un altro, “Gliela dà su” quando un pilota invece desiste dall’inseguimento e si lascia staccare da chi lo precede. La più entusiasmante, però, è quando l’adrenalina sale, i giri al traguardo diminuiscono ed il risultato è incerto: “Tutti in piedi sul divano“!

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9) Quel fantomatico GP di Catalunya 2009

Il Gran Premio di Catalunya 2009, corso sul circuito di Barcellona, merita una citazione a parte perché raccoglie un gran numero di citazioni superlative del buon Meda, all’epoca affiancato dal pure indimenticabile Loris Reggiani. In quell’occasione Valentino Rossi e Jorge Lorenzo, entrambi in lizza per il titolo iridato, si diedero battaglia sin dalla partenza, facendo inizialmente il vuoto dietro di loro e staccando di netto il resto dei piloti. Non a caso Meda, che in passato aveva curato il Giro d’Italia per le reti Mediaset, si è prodigato in poesia vernacolare: “Sono andati via come i ciclisti in salita, come faceva il vecchio Pantani“. E non solo. La cronaca dell’ultimo giro è un pezzo di storia che non vale la pena trascrivere. Infilatevi le cuffie, sgranate gli occhi e godetevene.

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10) Rossi c’è

Rossi c’è” è il marchio di fabbrica di Guido Meda ed il suo “medismo”. Un concetto semplice ma potente, brutale ma elegante, detto e non detto. Che poi nasce per contemplare Rossi ma si diffonde a macchia d’olio con quasi tutti i piloti vincenti. Eppure al GP di Sepang 2009, in ragione del nono titolo del Dottore, questa frase è stata un puzzle di un panegirico dal sapore fatato e dal gusto antico, declinato così: “Nove è il quadrato di tre, Nove è il numero atomico del Fluoro, nove mesi la gestazione, nove le Muse e nona è la sinfonia che contiene l’inno alla Gioia di Beethoven. Rossi c’è ed è campione del mondo per la nona volta!”

Guido Meda e Valentino Rossi

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