Hamilton

Lewis Hamilton ha da poco conquistato il suo quinto titolo in carriera arrivando a eguagliare un grande della Formula Uno come Juan Manuel Fangio. Il britannico non può quindi che essere soddisfatto per come i sacrifici compiuti in questa stagione siano stati ripagati per l’ennesima volta. Il pilota della Mercedes non dimentica di ringraziare il papà, che ha avuto un ruolo fondamentale per permettergli di ottenere risultati così importanti.

Una vera stella della Formula Uno

Sono ormai trascorsi dodici anni dall’arrivo di Lewis Hamilton in Formula Uno, ma la crescita del britannico è stata costante. Il britannico ha infatti sempre saputo sfruttare al meglio le potenzialità della monoposto che gli è stata affidata e resistere alle pressioni che inevitabilmente si respirano nel Circus.

Non è un caso che lui sia uno dei preferiti da parte dei giornalisti che seguono costantemente il Mondiale. Proprio domenica, non appena si è presentato in conferenza stampa al termine della gara che gli ha regalato il quinto titolo, è stato accolto con un applauso dalla stampa che era presente in Messico.

Tra i motivi del suo successo c’è anche la forza mentale, in grado di supportarlo anche di fronte alle difficoltà: “È stato un anno molto difficile che ci ha visti impegnati in un confronto molto serrato – ha detto nel post Gran Premio -. Mi sono allenato molto, soprattutto mentalmente. Non credo nei mental-trainer ed in generale in questo tipo di supporto, lavoro da solo (come Sebastian Vettel, NdR) per assicurarmi di avere la giusta energia, il giusto equilibrio nella mia vita, e quest’anno credo di aver fatto bene“.

Un dolore prima del trionfo

Lewis è però spesso piuttosto riservato e pochi sanno come abbia dovuto affrontare una grave perdita poco prima di conquistare il titolo. A raccontarlo è stato lui stesso: “Questo è stato un weekend molto difficile, perché mio nonno è morto giovedì, prima che iniziasse il weekend di gara. Mio nonno sarà tanto orgoglioso di quello che ha fatto mio padre, non dimenticherò mai le cose che ha dovuto fare per permettermi di essere qui oggi. Aspiro davvero ad essere come lui, un uomo forte, un padre capace di fare quello che ha fatto nei momenti difficili. Ricordo che eravamo sul kartodromo di Rye House, e papà era l’unico padre che andava in pista“.

Lewis Hamilton con il papà (Foto: Sportevai.it)

Proprio gli incoraggiamenti di Hamilton sr. si sono rivelati fondamentali: “All’epoca il ragazzino più veloce si chiamava Nicky Richardson, lo osservavo e mi dicevo ‘devo trovare il modo per essere migliore di lui’. Allora mio padre si posizionava dove questo ragazzo staccava, poi si spostava di diversi metri verso la curva e mi indicava dove avrei dovuto frenare io. Io ci provavo e mi giravo, ma alla fine ci sono riuscito. Nessun altro genitore faceva queste cose, e quando ci sono momenti importanti, non posso che ricordare che la sua figura è al centro di ciò che sono oggi” – ha concluso.

 

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One team with a shared dream ?@mercedesamgf1

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Foto immagine in evidenza: Motorsport Images