john andretti

John Andretti ha perso la sua battaglia contro il cancro al colon che gli era stato diagnosticato nel 2017. Si è spento a 56 anni, dopo una vita trascorsa tra i motori, soprattutto a gareggiare nella Nascar. Era il nipote del campione di Formula 1 Mario Andretti, è morto a 56 anni.

John Andretti non ce l’ha fatta

Aveva iniziato la sua battaglia contro il cancro nel 2017 e fin dal principio si era dedicato a campagne di sensibilizzazione per la prevenzione, lanciando anche l’hashtag #CheckIt4Andretti, senza mai fare mistero del suo male.

Nel 2018 sembrava che la malattia gli avesse dato tregua, ma poi il tumore era purtroppo tornato. A dare notizia del suo decesso è stata l’Andretti Autosport, con un post sulla sua pagina Facebook: “Con il cuore a pezzi comunichiamo che John Andretti ha perso la sua battaglia contro il cancro“.

Poi, il saluto: “Porteremo con noi per sempre l’autentico spirito di John di aiutare gli altri prima di se stesso“. John Andretti ha disputato 393 gare e per 17 anni la sua carriera è stata nel mondo del Motorsport, da protagonista della Nascar, in particolare. Due sono le vittorie conseguite dal pilota: quella riportata a Daytona nel 1997 e quella di Martinsville nel 1999.

It’s with the heaviest of hearts we share that John Andretti has today lost his battle with cancer. John was a loving…

Gepostet von Andretti Autosport am Donnerstag, 30. Januar 2020

John Andretti: la campagna per la prevenzione

John Andretti aveva lanciato dopo la diagnosi di cancro al colon una campagna di prevenzione per sensibilizzare le persone a fare dei controlli periodici. Come ricorda Andretti Autosport, John Andretti “era un filantropo che ha impiegato gran parte della sua vita a sostenere l’Ospedale Pediatrico di Indianapolis.

Viveva in North Carolina ed era il figlio di Aldo, fratello gemello del campione Mario Andretti. Lascia la moglie Nancy e i figli Amelia, Olivia e Jarett. Quest’ultimo ha seguito le orme del padre nel mondo del Motorsport e gareggia nella Sprint Car.

Foto in alto: Wikipedia, Sarah Stierch (CC BY 4.0)