motogp, le moto in partenza sul circuito di misano durante il gp

La Dorna è al lavoro per far sì che la stagione del Motomondiale possa partire. Al momento la stagione 2020 dovrebbe partire a luglio da Jerez, ma ancora manca il via libera definitivo del governo spagnolo. Il nodo cruciale riguarda certamente le conseguenze per la competizione nel caso in cui dovesse essere individuato un pilota positivo al Coronavirus. In base a quanto ipotizzato, non si prevede alcuno stop alle gare.

Ripartire solo in sicurezza

Ora che il lockdown è ormai concluso, sembra avvicinarsi il momento in cui potremo tornare a emozionarci con i protagonisti del Motomondiale e, in generale, con le competizioni di Motorsport.

Nessun dettaglio deve però essere trascurato e diventa fondamentale fare in modo che non appena ci sarà il via libera tutto possa avvenire in sicurezza. La cautela anche tra i box dovrà essere massima ed è proprio questo che ha spinto a non concedere wild card per questa stagione: l’obiettivo è quello di far sì che ci siano meno persone possibili all’interno del paddock.

Le norme da seguire non sono però finite qui. Al momento, è necessario infatti sottoporsi a una quarantena obbligatoria di 14 giorni prima di poter scendere in pista in Spagna, dove la stagione 2020 dovrebbe avviarsi con Jerez il 19 luglio. Il CEO di Dorna Sports, Carmelo Ezpeleta, ha però chiarito dalle colonne del giornale iberico Marca che è possibile che questa restrizione all’inizio del Motomondiale decada, per questo, monitorare l’andamento dei contagi è fondamentale: “Devi anche sapere per quanto resterà valida quella regola, non sappiamo quanto durerà. Si mischierà con altre cose. Se iniziassimo adesso, dovrebbe esserci una quarantena da fare in Spagna. Se è a fine giugno, quando penso che le cose possano cambiare, vedremo“.

Come affrontare i contagi

Ma cosa accadrà nel caso in cui qualcuno dovesse risultare positivo al tampone un pilota o un tecnico, come accaduto prima del Gp in Australia di F1? Come chiarito qualche giorno fa dal professor Gerard Saillant, la F1 non si fermerà in caso di contagio. E la MotoGP? Anche questa domanda è stata posta ad Ezpeleta durante l’intervista. Il CEO non ha esitato a rispondere: “Ora siamo molto più preparati, il mondo in generale, rispetto a quando il Gran Premio d’Australia di F1 è stato cancellato, e abbiamo anche protocolli per ciò che accade se qualcuno viene trovato positivo o se sente dei sintomi o qualsiasi altra cosa. Cioè, si andrebbe avanti. Bene, dipende dalla gravità dell’accaduto e da tutto il resto. Ciò che affermiamo è che il Gran Premio non si fermerà perché qualcuno risulta positivo“.

Ezpeleta ha anche parlato del rischio che molti team entrati in MotoGp lascino la classe regina a causa della crisi economica provocata dalla pandemia. Il CEO ha detto: “Questo è un rischio che esiste sempre. (…) Il coronavirus può aumentare tale possibilità“.

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