Sebastian Vettel si è classificato terzo nel Gran Premio di Cina. È il primo podio in questa stagione 2019 per il pilota tedesco, che ha ben poco da gioire dopo il critico errore del Sakhir — quando aveva ottime chance di vittoria e sicure possibilità di secondo o terzo posto — e le sofferenze di Melbourne. La Mercedes sigla la terza doppietta consecutiva, evento che non si ripeteva dal 1992, mentre la Ferrari arranca nonostante le grandi aspettative della vigilia. Dopo appena tre round il ritardo di Vettel dal leader della classifica piloti Hamilton è già di 29 lunghezze.

Ferrari dà, Ferrari toglie

Seb ha capitalizzato una ottimale strategia del muretto, nonostante allo start — pur partendo bene —  è finito rallentato da Bottas venendo infilato dall’aggressivo Leclerc.

Al giro 10 un ordine di scuderia ha indotto il monegasco a cedere la posizione e Vettel, in terza piazza, ha cercato inizialmente di portarsi all’inseguimento di Bottas. Le Frecce Argento, a scanso di errori, oggi erano però imprendibili e Verstappen, da dietro, ha risalito minacciosamente la china. Nel corso del secondo stint Vettel è stato insidiato proprio dal belga della Red Bull, uscendo però vittorioso da un testa a testa a ranghi serrati.

Charles Leclerc al box Ferrari (Foto: Twitter)

Una gara complicata

È stata una gara difficile” ha rivelato dopo la bandiera a scacchi “pensavo di poter essere più veloce dopo la partenza ma è stato complicato perché non ho avuto lo spazio necessario per sfruttare le gomme essendo dietro a Leclerc. Dietro a Charles pensavo di essere più veloce, ma quando sono passato non sono riuscito a trovare il ritmo. Dopo sono migliorato, ma era troppo tardi. Alla fine sono contento per il podio ma manca ancora un po’ di passo e di velocità per essere davanti alle Mercedes“.

La polemica

Dichiarazioni, quelle che seguono, che disvelano un certo scetticismo del campione nei confronti di una monoposto non perfettamente sviluppata: “Ci stiamo impegnando tantissimo per migliorare e stiamo ancora imparando a conoscere la nostra macchina. Abbiamo una buona monoposto, ma ci sono cose che ancora non mi piacciono. Non riusciamo a sfruttarla come vorremmo. Da parte nostra c’è ancora tanto lavoro da fare. Stiamo spingendo. Dal punto di vista della power unit siamo molto contenti, siamo molto forti. In termini di telaio dobbiamo lavorare un po’ di più, dobbiamo capire i punti deboli che abbiamo qua e là. Abbiamo già un quadro più chiaro di quello che ci manca e le prossime settimane saranno importanti per noi per stabilire il cammino giusto da intraprendere nei prossimi mesi“.

Leclerc nel GP di Cina

Foto: LAT

Leclerc, un giovane zen

Quanto a Leclerc, il suo connaturato spirito maturo e diplomatico sembra prevalere ancora una volta: “Non voglio arrivare a dire che sono stato sacrificato, siamo una squadra e oggi abbiamo provato a fare il miglior lavoro per tutto il team. Non è andata bene per me purtroppo, ci abbiamo provato, ma debbo ancora palare con gli ingegneri per capire cosa non ha funzionato, onestamente non voglio fare commenti stupidi prima di sapere com’è realmente andata. In quel momento la mia vettura andava bene, quando Seb mi ha passato comunque non è scappato via e io ho danneggiato le gomme. Penso ci sia una spiegazione per tutto, oggi evidentemente non era la mia gara“.

Vano sacrificio

Binotto ha voluto utilizzare Charles per rallentare Bottas e consentire a Vettel di riprenderlo, allungando di molto il suo secondo stint. Leclerc si è trovato davanti Bottas, che aveva già effettuato la sosta, ma si è agilmente smarcato ed il suo “sacrificio” non solo è stato vano ma anche suicida. Dopo il pit-stop la Ferrari numero 16 ha perso la posizione in favore di Verstappen, con un ritardo accumulato di 15″ contro i precedenti 2″ di vantaggio .”Immagino che sia stato lasciato fuori molto di più con il primo set di gomme per aiutare Seb a riprendere le Mercedes“, conclude Leclerc, “Se ci fosse riuscito saremmo stati tutti più contenti, oggi evidentemente non era la mia gara, spero che vada meglio la prossima volta, soprattutto in qualifica, dove piazzandomi più avanti poi possa gestire in altro modo la gara“.


Foto in copertina, crediti: LAT Images