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Un dossier di circa 2 mesi fa del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici visionato da Repubblica segnala la presenza di 200 gallerie considerate a rischio gestite una parte da Aspi e un’altra parte da altre concessionarie. Il dossier sarebbe stato acquisito agli atti dell’inchiesta sul crollo del Ponte Morandi e su quella parallela sui falsi report sullo stato dei viadotti. Non si è fatta attendere la replica di Autostrade per l’Italia.

Il dossier del Consiglio dei Lavori Pubblici

Pare che circa 2 mesi fa, il Consiglio dei Lavori Pubblici avesse redatto un report per informare Aspi, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, i Provveditorati dell’Opere pubbliche e i Vigili del Fuoco riguardo alle condizioni di rischio che interessavano circa 200 gallerie.

Questa documentazione sarebbe stata visionata da Repubblica dopo essere stata sequestrata dagli inquirenti in seguito all’indagine avviata dalla Procura di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi che ha provocato la morte di 43 persone. Come si legge su TgCom24, il report sarebbe stato anche acquisito agli atti dell’inchiesta sul crollo della galleria Bertè sulla A26, avvenuto lo scorso 30 dicembre, che solo per fortuite circostanze non ha provocato una tragedia.

200 gallerie a rischio, la replica di Aspi

Sarebbero in totale 200 le gallerie di cui parla il dossier del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici finito agli atti. Il report svelerebbe una situazione preoccupante con “105 gallerie a rischio, sparse su  tutta la rete autostradale gestita da Aspi” e “un’altra novantina, in carico ad altre concessionarie“.

Pare che le concessionarie non si siano adeguate alle norme vigenti di sicurezza stabilite dalla direttiva europea 54 del 2004 che avrebbe posto come termine ultimo per la messa in sicurezza il mese di aprile dello scorso anno. Quelle particolarmente pericolose sarebbero le gallerie di oltre 500 metri che sarebbero soggette a rischio di incendio, a inflitrazioni d’acqua, sprovviste di sistemi di videosorveglianza, di sicurezza, di allarmi antincendio, di stanze a tenuta stagna, di corsie di emergenza e vie di fuga.

Tuttavia, Autostrade per l’Italia in comunicato stampa replica precisando: “Sulla rete ASPI, l’adeguamento di tali impianti è in corso, o in alcuni casi già concluso, in oltre 90% delle gallerie interessate. Nel restante 10% i lavori sono in corso di aggiudicazione“. Poi, specifica anche di aver attivato una serie di misure compensative” che consisterebbero “nel presidio delle gallerie ai fini antincendio, nel posizionamento di vasche di riserva idrica agli imbocchi di ciascun fornice, nell’adozione di kit assorbenti da impiegare in caso di sversamento di liquidi“.