Cesare Romiti su La7

L’Italia perde oggi uno dei suoi manager più importanti, Cesare Romiti, che si è spento all’età di 97 anni. Pur avendo tentato anche la strada dell’imprenditoria, il suo nome resterà inevitabilmente legato a quello della Fiat, di cui è stato presidente e amministratore delegato per quasi 25 anni, dal 1974 al 1998. Nel corso di questa esperienza è riuscito a stringere un rapporto di assoluta sintonia con Gianni Agnelli, al punto tale da diventarne quasi l’alter ego, pronto ad assumere le responsabilità anche delle decisioni più difficili che dovevano essere prese all’interno dell’azienda.

Terminato questo incarico, nonostante non fosse più giovanissimo, ha continuato a lavorare per diversi anni con spirito indomito, prima a Rcs e poi, nel 2005, al Gruppo Impregilo. A questo si aggiunge anche il ruolo di presidente della Fondazione Italia-Cina.

Un legame fortissimo con la Fiat

Essere alla guida di una realtà importante non solo per il nostro Paese, ma anche a livello mondiale, e in un settore competitivo come quello automobilistico non è certamente da tutti.

Nei tanti anni trascorsi alla Fiat Cesare Romiti ha però dimostrato come fosse in grado di essere più rigido quando necessario, ma allo stesso tempo cercare di individuare quali fossero le aspettative del mercato.

Sin da quando è entrato in azienda, infatti, è stato lui a occuparsi in prima persona di una delle fasi più cruciali per il Lingotto, quella che ha portato al risanamento finanziario, che non poteva essere più rimandato. Questo non ha però portato a una riduzione degli investimenti; proprio in quel periodo il Gruppo diventa una realtà ancora più importante in Italia. L’incarico di amministratore delegato unico viene assunto nel 1980: è lui a portare avanti le trattative con i sindacati quando si rende conto che licenziare parte dei dipendenti diventa l’unica strada da percorrere per salvare l’azienda. La sua capacità di gestione si rivela poi fondamentale anche in concomitanza con lo scoppio della Guerra del Golfo, periodo in cui le vendite iniziano a diminuire in modo sensibile.

I problemi con la giustizia

Nella lunga esistenza di Cesare Romiti non sono mancati però anche i momenti bui. Il più difficile Negli anni ’90 viene infatti coinvolto nello scandalo “Mani Pulite” scoppiato in Italia e arriva a fare ammissioni importanti nel corso di un interrogatorio. Nel 2000 gli viene confermata una condanna per falso in bilancio,  finanziamento illecito dei partiti e frode fiscale. Tre anni dopo però la Corte d’Appello lo assolverà per la prima accusa.

Nel momento in cui lascerà la Fiat gli viene concessa una buonauscita, che gli permette di ottenere  una quota della Gemina che controlla tra l’altro Impregilo e la Rcs editrice del Corriere della Sera

Foto in alto: Fotogramma Canale Youtube La7 Attualità