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L’attività delle autoscuole in zone rosse è destinata a cambiare? Almeno per ora le prove di esame, anche quelle pratiche, proseguono anche in questi territori, ma ovviamente tutto deve avvenire nel pieno rispetto delle norme di sicurezza che ormai da tempo siamo abituati a seguire per prevenire i contagi da Coronavirus. Anche queste realtà, però, stanno risentendo in maniera notevole della situazione attuale e si trovano alle prese con un calo notevole del loro fatturato.

Proprio per questo, l’auspicio dei rappresentanti di categoria è che il governo non resti inerme di fronte a questa situazione.

Le autoscuole in zona rossa chiedono aiuto

Le recenti misure restrittive che sono state introdotte dal governo (non è escluso che possa esserci una nuova stretta nelle prossime ore) puntano a fermare il dilagare dei contagi, ma hanno inevitabilmente effetti importanti anche sull’economia del nostro Paese.

Le attività in sofferenza sono tantissime, nonostante il governo abbia annunciato di essere pronto a dare loro un sostegno. Le autoscuole in zone rosse, in modo particolare, non nascondono la loro preoccupazione: in questi territori, infatti, è consentito spostarsi solo per motivi di lavoro e di necessità e, inevitabilmente, seguire il percorso necessario per prendere la licenza di guida non rientra in questi ambiti.

I rappresentanti del settore si augurano quindi che non ci sia lo stop agli esami di pratica. Se avvenisse questo, per molte realtà potrebbe essere il colpo di grazia. Dover sostenere un secondo lockdown in un anno sarebbe decisamente impraticabile: “In caso di stop agli esami l’attività si ridurrebbe del 50% – ha sottolineato il presidente della Confarca, Paolo Colangelo -. Chiediamo certezze per il futuro, perché dopo i tre mesi di cessata attività della scorsa primavera gli operatori del settore rischiano di chiudere per sempre”. L’appello è rivolto direttamente al viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri, nella speranza che l’esecutivo possa prendere coscienza della gravità della situazione.

Una situazione da non sottovalutare

L’istituzione di eventuali ammortizzatori sociali per le autoscuole in zone rosse potrebbe essere importante: questi, infatti, e “permetterebbero di proseguire l’attività lavorativa“, come rilevato da Colangelo.

Tra le richieste che sono state avanzate c’è anche quella di introdurre misure in modo uniforme su tutto il territorio nazionale: “Sembra assurdo che in Calabria non si possano sostenere gli esami teorici e pratici, nelle altre regioni in lockdown sì“. Al Mit è stata inoltre fatta una richiesta ben precisa: “non sospendere gli esami pratici per le patenti A, C e D, perché a differenza di quelli per la patente B non c’è il problema del distanziamento. Così, eviteremmo di ritrovarci con ulteriori ritardi per gli uffici della Motorizzazione” – ha concluso Colangelo.

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